I risultati di un’indagine condotta in cinque Paesi su 902 soggetti con Fibrillazione Atriale (FA) confermano l’importanza del dialogo medico-paziente

 

Secondo una nuova indagine eseguita su pazienti affetti da Fibrillazione Atriale sotto terapia anticoagulante, il 91% del campione italiano è consapevole delle potenziali complicazioni causate da questo trattamento, e l’85% ritiene sia molto importante essere informati circa la possibilità di bloccare l’effetto emorragico in caso di emergenza. I risultati di un’indagine condotta in cinque Paesi su 902 soggetti con Fibrillazione Atriale (FA) confermano l’importanza del dialogo medico-paziente nell’informare relativamente alla possibilità di inattivazione delle terapie anticoagulanti in eventuali situazioni d’emergenza.

La Fibrillazione Atriale è l’aritmia cardiaca più diffusa nel mondo[1] e aumenta di cinque volte il rischio di ictus.[2] Gli anticoagulanti riducono la capacità di coagulazione del sangue, quindi, il rischio di formazione di trombi e quello di ictus. Tuttavia in situazioni d’emergenza, ad esempio, qualora si dovesse procedere con un intervento chirurgico di emergenza, o in caso di emorragia che possa mettere a repentaglio la vita del paziente, può rendersi necessario inattivare rapidamente l’anticoagulazione. I pazienti con FA interpellati nell’indagine sono consapevoli delle possibili complicanze legate alla terapia cui sono sottoposti in una situazione d’emergenza (89%),[3] ma oltre la metà (51%) non ricorda di aver discusso con il proprio medico la possibilità di bloccare l’effetto anticoagulante in una simile evenienza. Eppure il 78% preferirebbe avere le informazioni sull’inattivazione direttamente dal proprio medico curante, rispetto ad altre possibili fonti.

“Innanzitutto è fondamentale che chi è affetto da FA comprenda l’importanza dell’anticoagulazione e il suo ruolo nel prevenire gli ictus. Tuttavia, emerge chiaramente dai risultati del sondaggio che, avere maggiori informazioni su come inattivare l’effetto della terapia anticoagulante in una situazione di emergenza, è altrettanto importante per i pazienti. Ciò evidenzia la necessità che i medici affrontino l’argomento nell’ambito del dialogo costante con i loro pazienti affetti da FA” – ha commentato Nicoletta Reale, Presidente di Alice Italia Onlus.

Ecco alcuni risultati salienti dell’indagine condotta su 902 soggetti con FA:

• Il 64% di loro ha dichiarato che sarebbe ‘tranquillo, si preoccuperebbe meno della propria salute’ se sapesse che l’effetto dell’anticoagulante che assume può essere inattivato in caso d’emergenza

• Quasi 1 su 4 (23%) ha indicato che si sentirebbe ‘sicuro’ se sapesse dell’esistenza di un farmaco che può inattivare l’effetto anticoagulante della propria terapia in un’emergenza

• Il 31% ha dichiarato che permetterebbe loro di vivere una vita più attiva

I dati italiani:

• Il 91% del campione (200 pazienti) è consapevole delle potenziali complicazioni causate dal trattamento con anticoagulante e il 52% dichiara che, pensando alla possibile emorragia, il sentimento prevalente, è quello della paura.

• Dall’indagine è emerso che l’85% del campione italiano ritiene sia molto importante essere informati circa la possibilità di bloccare l’effetto emorragico in caso di emergenza, mentre ben il 32% dichiara che la possibilità di reversione genera fiducia.

“E’ fondamentale che chi soffre di FA continui la terapia anticoagulante che gli è stata prescritta, in quanto riduce il rischio di ictus correlati ad essa. Nel caso siano preoccupati delle implicazioni della loro terapia, in quelle rare situazioni d’emergenza, ad esempio, in caso di incidente, dovrebbero discuterne apertamente con il proprio medico curante” ha dichiarato Waheed Jamal, Corporate Vice President & Responsabile Medicina Cardiometabolica di Boehringer Ingelheim.

Disegno dell’Indagine: Indagine condotta online da Branding Science, società indipendente di ricerche di mercato, per conto di Boehringer Ingelheim in cinque Paesi, svoltasi tra ottobre e novembre 2017 in pazienti con diagnosi di FA a cui era stata prescritta una terapia anticoagulante per la prevenzione dell’ictus. L’indagine ha cercato di valutare l’atteggiamento dei pazienti nei confronti dell’anticoagulazione e della possibilità di inattivarla in casi d’emergenza, coinvolgendo 902 pazienti con FA in Belgio, Germania, Italia, Russia e Stati Uniti. Gli intervistati erano per il 63% maschi e per il 37% femmine, con il 39% dei pazienti tra i 56 e i 70 anni, in terapia anticoagulante per FA, in media, da 6-8 anni.

Boehringer Ingelheim: L’obiettivo di Boehringer Ingelheim, azienda farmaceutica basata sulla ricerca, è migliorare la salute e la qualità di vita delle persone. Nel perseguire questo obiettivo si focalizza su quelle patologie per le quali ad oggi non esistono opzioni terapeutiche soddisfacenti, concentrandosi sullo sviluppo di terapie innovative che possano allungare la vita dei pazienti. Boehringer Ingelheim opera anche nell’ambito della salute animale prodigandosi per una prevenzione avanzata. Azienda a proprietà familiare sin dalla sua fondazione nel 1885, Boehringer Ingelheim è oggi una delle prime 20 aziende farmaceutiche al mondo. I suoi circa 50.000 addetti ogni giorno creano valore, attraverso l’innovazione, nelle sue tre aree di business: farmaceutici per uso umano, salute animale e biofarmaceutici. Con un fatturato netto di quasi 18,1 miliardi di euro nel 2017, Boehringer Ingelheim ha investito in ricerca e sviluppo una somma superiore ai tre miliardi di euro e pari al 17 percento del fatturato netto.

Da azienda a proprietà familiare Boehringer Ingelheim ha una programmazione che abbraccia le generazioni, concentrandosi sul successo di lungo termine piuttosto che sugli utili di breve periodo. L’azienda pertanto punta a una crescita interna basata su risorse proprie, e nel contempo è aperta a collaborazioni e alleanze strategiche nella Ricerca. In ogni sua attività, Boehringer Ingelheim è spontaneamente portata ad agire con responsabilità nei confronti dell’umanità e dell’ambiente.

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Ai destinatari della comunicazione: Il presente comunicato stampa è stato emesso dalla Sede Centrale del Gruppo a Ingelheim, in Germania, ed è volto a informare sul nostro business a livello internazionale. Sappiate che le informazioni sullo stato di approvazione e le indicazioni dei prodotti approvati possono variare da Paese a Paese e potrebbero essere state diramate in un comunicato stampa specifico sull’argomento nei Paesi in cui operiamo.

Bibliografia

[1] Lloyd-Jones DM, et al. Lifetime risk for development of atrial fibrillation: the Framingham Heart Study. Circulation. 2004;110(9):1042-6.

[2] Camm AJ, et al. 2012 focused update of the ESC Guidelines for the management of atrial fibrillation. Eur Heart. 2012; 33:2719-2747

[3] Research carried out by Branding Science, Data on file

Ingelheim, Germania, 13 luglio 2018