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Al via un nuovo studio clinico di terapia genica per pazienti con beta-talassemia trasfusione-dipendente

Al via un nuovo studio clinico di terapia genica per pazienti con beta-talassemia trasfusione-dipendente

Fondazione Telethon e IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, sponsor della sperimentazione, insieme all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, avviano uno studio multicentrico basato su un protocollo ottimizzato di terapia genica messo a punto dall’Istituto SR-Tiget.

Milano, 13 luglio 2026 – Prende il via presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele (OSR) di Milano e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (OPBG) di Roma uno studio clinico di fase IIb sulla terapia genica per pazienti con beta-talassemia trasfusione-dipendente, sponsorizzato da Fondazione Telethon e dall’Ospedale San Raffaele.

L’obiettivo dello studio è valutare il profilo di sicurezza e l’efficacia di una versione ottimizzata dell’approccio sviluppato presso l’Istituto San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget) di Milano, già oggetto di una precedente sperimentazione.

Che cos’è la beta-talassemia

La beta-talassemia è una malattia genetica ereditaria del sangue causata dalla ridotta o assente produzione delle catene beta dell’emoglobina, proteina fondamentale per il trasporto dell’ossigeno ai tessuti.

Le persone affette da forme trasfusione-dipendenti devono sottoporsi a trasfusioni regolari per tutta la vita e a terapie continuative per contrastare l’accumulo di ferro. A lungo termine, il trattamento trasfusionale, pur essendo salvavita, può provocare danni a diversi organi, principalmente dovuti al sovraccarico di ferro, e limitare la qualità della vita.

Attualmente, il trapianto di cellule staminali emopoietiche da un donatore compatibile rappresenta un’opzione terapeutica potenzialmente curativa, ma è praticabile soltanto in una minoranza dei pazienti ed è associato ad alcuni rischi.

Da poco è inoltre disponibile in Italia, per specifiche categorie di pazienti, una terapia basata su cellule staminali ematopoietiche corrette mediante editing genetico.

L’avvio del nuovo studio si inserisce quindi in un contesto nel quale alcune terapie avanzate già autorizzate per la beta-talassemia presentano limitazioni legate all’età dei pazienti, a specifiche caratteristiche genetiche o alla disponibilità del trattamento.

Lo studio clinico

Il nuovo protocollo rappresenta l’evoluzione di quello utilizzato nello studio clinico pilota avviato nel 2015 da Fondazione Telethon e Ospedale San Raffaele, che prevedeva la correzione, mediante un vettore lentivirale, delle cellule staminali ematopoietiche prelevate dai pazienti.

In quello studio, identificato con il codice NCT02453477, alcuni pazienti avevano ottenuto una riduzione del fabbisogno trasfusionale e, in alcuni casi, una duratura indipendenza dalle trasfusioni, come descritto nello studio di Marktel e collaboratori pubblicato su Nature Medicine nel 2019.

Alla luce dei dati ottenuti, i ricercatori dell’SR-Tiget hanno ottimizzato il processo di preparazione delle cellule, riducendone il tempo di coltura e aumentando l’efficienza della correzione genica.

L’obiettivo è ottenere un maggior numero di cellule corrette, capaci di attecchire stabilmente e di produrre livelli adeguati e duraturi di emoglobina funzionale.

Il nuovo studio, denominato BTHAL-FT007-01, si svolgerà presso l’Ospedale San Raffaele e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Quest’ultima istituzione ha già coordinato il protocollo di trattamento basato sull’editing genetico.

La sperimentazione coinvolgerà complessivamente nove pazienti di età compresa tra i 3 e i 35 anni.

In una prima fase saranno trattati tre pazienti adulti. Successivamente, dopo una valutazione indipendente dei dati di sicurezza ed efficacia, il trattamento sarà esteso ad altri sei pazienti, compresi bambini e adolescenti.

Una proficua collaborazione accademica

Le cellule staminali saranno raccolte presso i centri clinici partecipanti, mentre la produzione centralizzata del farmaco sperimentale sarà effettuata presso l’Officina Farmaceutica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dedicata alle terapie avanzate.

La realizzazione del prodotto in un contesto accademico rappresenta un elemento distintivo del progetto ed è il risultato della collaborazione tra Fondazione Telethon, il Process Development Lab di SR-Tiget e l’Officina Farmaceutica di OPBG.

Le strutture coinvolte hanno beneficiato di finanziamenti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare attraverso l’RNA & Gene Therapy National Research Center, area M4C2, Spoke 10 “Pre-clinical Development, GMP Manufacturing and Clinical Trials of GTMP”.

Valutare l’indipendenza trasfusionale e ampliare le opzioni terapeutiche

Lo studio valuterà se la terapia consentirà ai pazienti di raggiungere l’indipendenza trasfusionale, definita come l’assenza della necessità di trasfusioni per almeno 12 mesi consecutivi dopo l’infusione.

Saranno inoltre valutati:

  • la sicurezza del trattamento;
  • il grado di attecchimento delle cellule geneticamente corrette;
  • la riduzione del sovraccarico di ferro;
  • la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie.

I partecipanti saranno monitorati per due anni dopo il trattamento e successivamente inseriti in un programma di follow-up a lungo termine, previsto per le terapie avanzate.

Il programma permetterà di continuare a valutare l’efficacia e la sicurezza del trattamento fino a 15 anni dall’infusione.

Le dichiarazioni

Giuliana Ferrari, responsabile dell’Unità di Trasferimento Genico in Cellule Staminali di SR-Tiget e professoressa ordinaria di Biologia molecolare all’Università Vita-Salute San Raffaele, dichiara: Dietro ogni studio clinico c’è sempre un lungo lavoro di ricerca. In questo caso abbiamo lavorato per superare uno dei limiti osservati negli studi precedenti, cioè la percentuale e la qualità delle cellule corrette geneticamente in grado di attecchire stabilmente.

Ridurre il tempo di coltura delle cellule staminali ematopoietiche ci permette di preservarne meglio le proprietà essenziali per l’attecchimento e la ricostituzione dell’ematopoiesi dopo il trapianto, mentre l’introduzione di specifici potenziatori della trasduzione aumenta l’efficienza del trasferimento del gene terapeutico.

I risultati ottenuti finora ci fanno guardare con fiducia al potenziale di questo nuovo approccio”.

Alessandro Aiuti, vicedirettore dell’SR-Tiget, responsabile dell’Unità Clinica di Immunoematologia Pediatrica dell’Ospedale San Raffaele, professore ordinario di Pediatria all’Università Vita-Salute San Raffaele e principal investigator dello studio presso OSR, spiega: Lo studio pilota ha dimostrato che la terapia genica può offrire un beneficio duraturo ai pazienti con beta-talassemia trasfusione-dipendente, ma ha anche evidenziato come l’entità di questo beneficio dipenda dalla capacità delle cellule geneticamente corrette di attecchire stabilmente nel midollo osseo.

Il nuovo protocollo nasce proprio per affrontare questa sfida: l’obiettivo è aumentare il numero di cellule corrette che contribuiscono alla produzione di emoglobina e migliorare così le probabilità di raggiungere l’indipendenza dalle trasfusioni, mantenendo il favorevole profilo di sicurezza osservato finora”.

Franco Locatelli, direttore dell’Area Clinica di Oncoematologia, Terapia Cellulare, Terapie Geniche e Trapianto Emopoietico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e principal investigator dello studio presso OPBG, aggiunge: “È importante continuare a sviluppare nuove opzioni terapeutiche per i pazienti con talassemia trasfusione-dipendente che oggi potrebbero non avere accesso ad approcci potenzialmente curativi.

Questo studio potrà offrire, in futuro, un’ulteriore opportunità terapeutica anche ai pazienti che attualmente non hanno accesso ad altre strategie innovative.

Inoltre, sviluppare e produrre queste terapie in ambito accademico rappresenta un elemento importante per favorire la sostenibilità e l’accessibilità delle cure avanzate”.

Per qualsiasi domanda o richiesta di informazioni relativa alla terapia in fase di sviluppo è possibile scrivere direttamente all’indirizzo scientificservice@fondazionetelethon.it.

Immagine in evidenza tratta da: magnific.com