La Giornata nazionale sulla salute della donna, istituita da parte del Ministro Lorenzin, è giunta alla terza edizione

 

In occasione della 3° Giornata Nazionale della Salute della Donna, la Fondazione Italiana Continenza offrirà consulenza sul tema dell’incontinenza urinaria femminile; sarà attivo, nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 aprile, il n. 345 8976935 a cui risponderà la dott.ssa Stefania Chierchia, specialista in Urologia, Responsabile del Comitato Scientifico della SIUT (Società Italiana di Urologia Territoriale), Coordinatore del Gruppo Interdisciplinare Regione Piemonte e Valle d’osta per la SIUD (società Italiana di Urodinamica), Membro del Comitato scientifico della FIC.

“La Giornata nazionale sulla salute della donna, istituita da parte del Ministro Lorenzin, è giunta alla terza edizione e rappresenta un appuntamento davvero importante e in questa edizione, oltre all’attenzione ai temi della prevenzione e degli stili di vita, un focus particolare è riservato ai disturbi dell’alimentazione e alla violenza contro le donne”, dichiara Mario De Gennaro, Presidente Fondazione Italiana Continenza. “Abbiamo aderito con grande entusiasmo e abbiamo messo a disposizione un nostro esperto per offrire consulenza e informazioni su questo tema che ancora oggi purtroppo rappresenta un problema sommerso”.

L’incontinenza rappresenta ancora un tabù, nonostante la sua eccezionale rilevanza sociale: in Italia sono incontinenti almeno 5,1 milioni di persone sopra i 18 anni (3,7 milioni di donne e 1,4 milioni di uomini, con un rapporto di 2,7 a 1 tra i due sessi). In altri termini, su 100 italiani, almeno 10 soffrono di incontinenza urinaria, 6% tra gli uomini e 14% circa tra le donne, con un sensibile incremento della prevalenza al crescere dell’età. Le donne sono maggiormente colpite rispetto agli uomini, perché l’anatomia degli organi femminili predispone a problemi dei meccanismi di tenuta. Si tratta di un disturbo che il più delle volte viene vissuto con fatale rassegnazione da parte della donna ma, come spiega la nostra specialista nella Giornata della Salute della donna, le strutture oggi sono in grado di offrire alla paziente con incontinenza urinaria una risposta, che va dalla diagnosi ai trattamenti chirurgici, fino alla sua riabilitazione.

Secondo alcune ricerche circa due terzi delle donne incontinenti non si rivolge al medico o aspetta molti anni a farlo. Di conseguenza il trattamento può risultare poi più difficile perché il problema si aggrava. E’ quindi importante affrontare subito il disturbo, rivolgendosi allo specialista più appropriato. Le soluzioni possono essere diverse e vanno scelte insieme all’esperto. Una di queste è rappresentata dalla terapia riabilitativa, che, nel caso dell’incontinenza urinaria, è l’insieme di tecniche non invasive che possono portare alla risoluzione del problema.

Nel percorso “di cura” sono molti gli attori coinvolti, ognuno per le proprie competenze: il medico urologo, il medico fisiatra, l’infermiere, il fisioterapista, ognuno di loro collabora al recupero funzionale in un percorso che, partendo dalla valutazione clinica, passa attraverso la diagnosi, il counselling infermieristico e arriva alla riabilitazione del pavimento pelvico eseguita dal fisioterapista. Negli ultimi decenni il mondo scientifico ha dimostrato come la terapia farmacologia, quella comportamentale e riabilitativa del pavimento pelvico costituiscano l’approccio terapeutico non invasivo da adottare ancor prima della terapia chirurgica per la cura dell’incontinenza urinaria. La terapia riabilitativa del pavimento pelvico, consiste nell’utilizzo di semplici esercizi terapeutici che hanno l’obiettivo di migliorare la condizione dei muscoli del pavimento pelvico eventualmente anche con l’utilizzo di apparecchi elettromedicali”, ha dichiarato Elena Bertolucci, fisioterapista dell’Unità Spinale e dell’ambulatorio di Neuro-Urologia dell’AOU Città della Salute e della scienza di Torino.

Con questa iniziativa Fondazione ribadisce il proprio impegno nella lotta al problema dell’incontinenza: da oltre 15 anni opera a diversi livelli, anche di collaborazione con le istituzioni e con tutto il mondo sanitario, compresi i medici di medicina generale e gli specialisti, oltre che con le Società scientifiche di settore, nell’ottica di raggiungere un miglioramento delle cure per l’incontinenza, problema, che altera anche pesantemente la qualità di vita delle persone che ne sono affette. L’impegno di tutti nell’attuazione di una strategia condivisa e nell’implementazione delle strategie già in essere, potrà portare importanti risultati misurabili per chi riceve e per chi eroga le prestazioni socio-sanitarie.

La Fondazione italiana continenza, ente senza fini di lucro, nasce nel 2000 e si propone di far conoscere all’opinione pubblica le tematiche dell’incontinenza, di identificare i bisogni dei pazienti e le possibili soluzioni, di contribuire al miglioramento della loro qualità̀ di vita e al superamento degli aspetti più̀ critici della patologia. Inoltre, Fondazione italiana continenza vuole contribuire a migliorare l’educazione sanitaria dei cittadini in materia di incontinenza, contribuire alla preparazione degli operatori sanitari e sostenere il principio della qualità̀ dei servizi delle strutture sanitarie in termini di prevenzione, riabilitazione e cura. Oltre a promuovere la ricerca, l’istituzione di figure professionali specifiche e la sperimentazione scientifica, la Fondazione italiana continenza vuole svolgere un ruolo attivo in qualità̀ di interlocutore del Ministero della Salute, delle Regioni e delle altre istituzioni governative, per tutti i temi relativi a incontinenza urinaria e fecale.

Milano, 19 aprile 2018