Un’indagine rivela che i medici hanno necessità di maggiori informazioni per valutare l’impatto della strategia di sequenza terapeutica
Il bisogno di maggiori informazioni per prendere decisioni terapeutiche varia in base alla preferenza dei medici
I risultati di una nuova indagine a livello mondiale rivelano che oltre un terzo (36%) dei 310 medici interpellati ritengono di non disporre di informazioni sufficienti per prendere decisioni su come sequenziare i trattamenti dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), positivo per mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR M+). I risultati dell’indagine sono stati presentati come abstract late-breaking (P3.01-108) all’edizione 2018 del Congresso Mondiale sul Tumore Polmonare (WCLC) a Toronto, Canada.
I due più importanti obiettivi terapeutici individuati dagli interpellati sono stati: aumentare la sopravvivenza complessiva (77%), seguita dalla qualità di vita (69%), indipendentemente dalla linea di trattamento. I risultati indicano che oltre la metà (55%) dei medici predilige fortemente una sequenza terapeutica che offra ai pazienti la massima durata di trattamento con terapie mirate. Inoltre, i medici hanno riferito una forte necessità di informazioni su potenziali mutazioni di resistenza al trattamento, prima di cambiare la loro pratica corrente.
Il bisogno di maggiori informazioni per prendere decisioni terapeutiche varia in base alla preferenza dei medici per:
• una terapia mirata di prima linea, con la più lunga sopravvivenza libera da progressione della malattia, o
• una terapia mirata di prima linea con la possibilità di utilizzare una diversa terapia sempre mirata in seconda linea.
Il 43% di coloro che preferiscono una terapia con la più lunga sopravvivenza libera da progressione della malattia dichiara di aver necessità di maggiori informazioni per prendere decisioni terapeutiche sulla strategia di sequenza di terapie mirate, rispetto al 23% di coloro che preferiscono una terapia mirata di prima linea, con la possibilità di utilizzare una terapia mirata di seconda linea.
Il Professor Thomas Wehler, dell’Ospedale Evangelico di Hamm in Germania, ha dichiarato: “I risultati di questo studio dimostrano che i medici non hanno chiaro quale sia il modo migliore di sequenziare terapie mirate per allungare la sopravvivenza, che è l’obiettivo principale nella scelta delle terapie per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni EGFR. Sono necessarie linee guida e maggiori informazioni sull’impatto del sequenziamento terapeutico sulla sopravvivenza complessiva, per aiutare i medici nelle scelte terapeutiche”.
La Dottoressa Victoria Zazulina, Responsabile Mondiale, Tumori Solidi, Oncologia, di Boehringer Ingelheim, ha aggiunto: “La disponibilità di maggiori opzioni terapeutiche significa che ora i medici hanno la possibilità di sequenziare terapie mirate per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni EGFR e considerare il quadro generale dal momento della diagnosi. Abbiamo intrapreso questa ricerca per conoscere quali considerazioni guidino le decisioni dei medici riguardo all’approccio sequenziale di terapie mirate, e questo studio ha rivelato la mancanza di dati clinici che potrebbero essere alla base di tali decisioni. Pertanto, abbiamo intrapreso uno studio per ottenere evidenze Real World riguardo alla strategia di sequenza della terapia con inibitori di tirosin-chinasi dell’EGFR in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni EGFR e siamo ansiosi di condividerne i risultati con la comunità medica, più avanti quest’anno”.
L’indagine: L’indagine promossa da Boehringer Ingelheim ha interpellato 310 medici (Oncologi, Pneumologi, Chirurgi Toracici e Internisti Specialisti in Malattie dell’Apparato Respiratorio) di quattro paesi (Cina: 70, Germania: 70, Giappone: 70, e Stati Uniti: 100), per conoscerne la posizione attuale riguardo alle decisioni sulla sequenza con inibitori di tirosin-chinasi, determinare cosa sia più importante nella scelta della terapia e quali siano i problemi che devono affrontare i medici quando iniziano la terapia mirata in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni EGFR.
Ai destinatari della comunicazione: Il presente comunicato stampa è stato emesso dalla Sede Centrale del Gruppo a Ingelheim, in Germania, ed è volto a informare sul nostro business a livello internazionale. Sappiate che le informazioni sullo stato di approvazione e le indicazioni dei prodotti approvati possono variare da Paese a Paese e potrebbero essere state diramate in un comunicato stampa specifico sull’argomento nei Paesi in cui operiamo.
Infografica sull’indagine
Boehringer Ingelheim in Oncologia: Il cancro porta via i nostri cari, anni di vita e potenziale inespresso. Noi di Boehringer Ingelheim portiamo nuova speranza ai pazienti, occupandoci delle malattie oncologiche. Collaboriamo con la comunità oncologica per realizzare innovazioni scientifiche che trasformano in meglio la vita dei pazienti. L’area primaria di focalizzazione sono i tumori del polmone e gastrointestinali per realizzare terapie innovative prime nella loro classe che possono aiutare a vincere la battaglia contro il cancro. Il nostro impegno per l’innovazione ha portato terapie pionieristiche per il tumore polmonare e portiamo avanti una pipeline unica di sostanze dirette contro le cellule tumorali, terapie immuno-oncologiche e associazioni intelligenti per aiutare a combattere molti tipi di tumore.
Boehringer Ingelheim: L’obiettivo di Boehringer Ingelheim, azienda farmaceutica basata sulla ricerca, è migliorare la salute e la qualità di vita delle persone. Nel perseguire questo obiettivo si focalizza su quelle patologie per le quali, ad oggi, non esistono opzioni terapeutiche soddisfacenti, concentrandosi sullo sviluppo di terapie innovative che possano allungare la vita dei pazienti. Boehringer Ingelheim opera anche nell’ambito della salute animale prodigandosi per una prevenzione avanzata. Azienda a proprietà familiare sin dalla sua fondazione nel 1885, Boehringer Ingelheim è oggi una delle prime 20 aziende farmaceutiche al mondo. I suoi circa 50.000 addetti ogni giorno creano valore, attraverso l’innovazione, nelle sue tre aree di business: farmaceutici per uso umano, salute animale e biofarmaceutici. Con un fatturato netto di quasi 18,1 miliardi di euro nel 2017, Boehringer Ingelheim ha investito in ricerca e sviluppo una somma superiore ai tre miliardi di euro e pari al 17 percento del fatturato netto. Da azienda a proprietà familiare Boehringer Ingelheim ha una programmazione che abbraccia le generazioni e si concentra sul successo di lungo termine. L’azienda pertanto punta a una crescita interna basata su risorse proprie, e nel contempo è aperta a collaborazioni e alleanze strategiche nella Ricerca. In ogni sua attività, Boehringer Ingelheim è spontaneamente portata ad agire con responsabilità nei confronti dell’umanità e dell’ambiente.
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Bibliografia
Wehler T. et al. Oncologist Treatment Considerations and Selection in EGFR M+ NSCLC. Poster #P3.01-108 presentato al Congresso Mondiale sul Tumore Polmonare (WCLC) 2018, Toronto, Canada, 26 settembre 2018.
Ingelheim, Germania, 26 settembre 2018

