L’impresa atletica del cagliaritano Samuele Fenu a Zurigo

A 38 anni il fisioterapista di Cagliari è riuscito nell’impresa della vita correndo con il logo “I love Diabete”. «Voglio dimostrare che chi ha il diabete può vivere come le persone sane e fare tutto con le giuste attenzioni»

Samuele Fenu, 38 anni di origine sarde, affetto da diabete mellito di tipo 1 dall’età di 12 anni, ha da poco portato a compimento la gara regina del triathlon, l’IronMan, dimostrando che anche con il diabete si possono compiere delle vere imprese sportive. «Ho gareggiato con il logo I Love Diabete che mi accompagna in ogni gara, per dimostrare che con l’accettazione della patologia sono riuscito a costruire e realizzare un sogno e che lo sport, anche piu’ estremo non rappresenta piu’ un limite con il diabete se gestito con attenzione» – dice Samuele Fenu.

Samuele Fenu

Le realtà ormai sono tante, praticare sport estremi o per lo meno quelli che prima erano “proibiti e sconsigliati” si può. E’ questo il senso dell’impresa appena compiuta in svizzera a Zurigo lo scorso 30 luglio da Samuele, l’Ironman e’ una competizione del triathlon la piu’ estrema che appunto comprende tre diverse discipline, 4 km nuoto, 180 km bicicletta e 42 km di corsa finali, insomma non una attività per tutti. «Ci sono volute 13 ore per arrivare alla finish line, tanti mesi di preparazione, con 12/15 ore di allenamento settimanale, dove mi sono concentrato sempre sullo scopo mai pensando al risultato – continua Fenu – studiando le reazioni del mio corpo, capire di cosa avesse bisogno, ma soprattutto adattarlo ad uno sforzo simile tenendo sotto controllo la glicemia».

La gara. L’Ironman è una delle distanze standard del triathlon, sport caratterizzato dall’insieme di tre discipline, nuoto, ciclismo e corsa. Definita anche come distanza “super lungo” è la più dura competizione di tale sport, caratterizzata da 3,86 km di nuoto, 180,260 km in bicicletta e 42,195 km di corsa (cioè la distanza della maratona). La distanza è ben più lunga del Triathlon Olimpico, che misura invece 1.500 m di nuoto, 40 km in bicicletta e 10 km di corsa. Nelle gare le distanze sono le stesse sia per il maschile che per il femminile. «E’ stato uno dei giorni più intensi della mia vita, una grande festa. Ho fatto la quasi tutta la preparazione da solo, per cui ritrovarmi a nuotare correre e pedalare insieme a tante persone ha trasformato la fatica in energia positiva ( almeno per gran parte della gara), e nei momenti di difficoltà che ho attaversato durante la corsa soprattutto negli ultimi 20 km, la mia famiglia la mia ragazza e amici lungo il percorso mi hanno supportato, e aiutato mentalmente a trovare le risorse necessarie per arrivare alla tanto sognata finish line». Nel momento che si riconoscono i propri limiti, che non sono necessariamente legati alla patologia ma anche semplicemente fisiologici, si possono creare i presupposti per inseguire i propri sogni, sempre con un aspetto positivo che aiuta tantissimo a superare gli ostacoli che la malattia come il diabete ti presenta giornalmente, e ancora più in sforzi estremi e prolungati come un Ironman

Associazione Aniad. E’ una Onlus che si occupa, a livello nazionale e nelle singole regioni, di promuovere l’attività sportiva in casi di diabete. Il progetto I LOVE DIABETE si accompagna integralmente con l’attività dell’associazione di cui faccio parte, che da anni con servizio di volontariato promuovere l’attività sportiva nei casi di diabete di tipo 1 e 2 , non solo per tutti i benefici ormai noti dello sport e del movimento in se, ma proprio come pilastro integrante della terapia.

«Il messaggio che vorrei condividere – conclude Samuele Fenu – è che con cuore determinazione e sacrificio si può arrivare ovunque, con il diabete si può fare tutto e molto di piu preparandosi bene senza sottovalutare nessun particolare ed ascoltando sempre il nostro corpo».

Lucerna (Svizzera), 30 agosto 2017