A cura del professor Domenico Prattichizzo, dell’Università di Siena

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Dopo il successo di “Robolandia”, la sperimentazione di didattica con i robot dello scorso anno, il dipartimento di Ingegneria dell’informazione e scienze matematiche dell’Università di Siena propone anche per il 2015 una nuova iniziativa finalizzata al coinvolgimento dei più piccoli nel mondo della robotica: ROBOMANInA.

L’iniziativa, curata dal professor Domenico Prattichizzo, docente di Robotica presso l’Ateneo senese, e dall’Istituto Comprensivo “Insieme” di Montalcino – Scuola Infanzia e Primaria di Torrenieri, si svolgerà domani, 13 maggio, presso la scuola elementare e dell’infanzia di Torrenieri (SI).

Scopo dell’iniziativa è quello di promuovere l’applicazione della robotica come strumento didattico, incentivando lo studio e l’uso pratico dei robot nelle scuole, già a partire dall’infanzia. “Adottando un approccio ludico e giocoso, la robotica e le più moderne tecnologie diventano preziosi strumenti per facilitare il processo di apprendimento nei bambini e nei ragazzi”, spiega il professor Prattichizzo, che coordinerà le attività nel corso della mattinata, con la collaborazione del team di ricercatori del dipartimento e delle insegnanti della scuola e la partecipazione attiva dei bambini.

“Il titolo che abbiamo voluto dare all’iniziativa, “ROBOMANInA. Mani per fare, fare le mani” – chiarisce il professore – racchiude in sé il tema centrale della giornata: la mano e il suo ruolo vitale, sia in natura che in robotica. A partire dalla domanda «A cosa servono le mani?», i bambini saranno chiamati a riflettere sull’importanza di queste, sempre attraverso il gioco e grazie all’ausilio dei robot, per arrivare alla conclusione che le mani sono lo strumento più versatile e ‘tecnologico’ di cui l’uomo dispone”.
I ricercatori mostreranno ai bambini una mano robotica e ne spiegheranno il funzionamento, ricorrendo a un parallelismo con la mano umana. In particolare, il professor Prattichizzo illustrerà come il ruolo dei muscoli e dell’energia, indispensabili all’uomo per fare qualsiasi movimento, si ritrovano specularmente nel motore elettrico e nell’energia elettrica di una mano robotica.

La mano robotica sarà anche la protagonista dello spazio dedicato al gioco, come in un “ballo delle mani”. I bambini verranno disposti in gruppi di cinque e ordinati a seconda dell’altezza, in modo da raffigurare le dita di una mano, che dialogherà con l’omologa robotica.

E ancora, verrà illustrata la funzione del pollice, fondamentale per la presa, sia nel corpo umano che in un robot; saranno messe a confronto la capacità di presa umana e quella robotica, anche con sperimentazioni pratiche per facilitare nei bambini l’osservazione e la comprensione dei segreti del movimento.

La giornata si concluderà con una piccola rappresentazione teatrale, i cui protagonisti saranno la mano robotica, la mano umana e due particolari marionette: la “mano-donna” e la “mano-uomo”. “L’idea alla base della storia – conclude Prattichizzo – è che il corpo umano possa essere concepito come una grande mano, in cui il tronco corrisponde al palmo, mentre braccia, gambe e testa corrispondono alle cinque dita. La storia sarà l’elemento narrativo con cui spiegare della complessità del sistema sensorimotorio.

L’iniziativa ROBOMANInA rientra nell’ambito della robotica educativa, uno dei settori di sviluppo emergenti della robotica, che, da un lato, mira ad utilizzare la robotica come strumento di apprendimento e di sviluppo delle capacità relazionali e del lavoro di gruppo, dall’altro ha l’obiettivo di costituire un approccio positivo e attivo alle nuove tecnologie”.