La scoperta di due giovani ricercatrici dell’Ateneo pavese

E’ una delle prime volte al mondo in cui un risultato di questo tipo è stato ottenuto

Università di Pavia

PAVIA. Vedere all’opera un processo molecolare responsabile del cancro: osservare l’azione di un enzima dal nome astruso, LSD1-CoREST, capace di modificare e alterare la funzionalità della cromatina, il complesso formato da DNA e proteine nel nucleo delle nostre cellule.

Un traguardo importante, riuscito a Simona Pilotto e Valentina Speranzini, due giovani ricercatrici del gruppo diretto da Andrea Mattevi, presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università di Pavia (in collaborazione con l’Università la Sapienza e il l’Istituto Tumori Olandese). E se ci sono riuscite è grazie a un metodo biochimico che le due ricercatrici hanno sviluppato “in casa”, per visualizzare il complesso molecolare in azione.

Lo studio pubblicato sulla rivista americana Proceedings of the National Academy of Sciences è stato finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e da Fondazione Cariplo.

È una delle prime volte al mondo in cui un risultato di questo tipo è stato ottenuto.

Molecole che inibiscono l’enzima LSD1-CoREST hanno un potente azione antileucemica, come si è scoperto grazie a studi svolti nei laboratori pavesi, e studi clinici sono già stati avviati da più industrie farmaceutiche.

Una delle inesauribili meraviglie della natura è il processo che dà vita a un organismo adulto di incredibile complessità a partire da un’unica cellula. Questo avviene grazie a un numero stratosferico di divisioni cellulari accompagnate dalla progressiva specializzazione delle cellule che danno così vita a organi e tessuti. Si tratta di realizzare un formidabile programma che controlla finemente l’espressione delle migliaia di geni presenti sul nostro DNA. Questo avviene attraverso processi molecolari che integrano segnali di tipo ormonale, metabolico, ed energetico, traducendoli in modifiche chimiche che, come una sorta di codice a barre, collettivamente definiscono la funzionalità dei geni.

Qui si ha il rapporto stretto con il cancro. Le cellule cancerose si sottraggono a questa regolazione e anzi manipolano tali processi al fine di perpetuare indefinitamente la loro capacità di proliferare. Molecole che interferiscono con questi processi, soprattutto agendo in modo selettivo sulle cellule cancerose, costituiscono i cosiddetti epi-farmaci, alcuni dei quali sono già utilizzati per il trattamento di alcuni linfomi. Le molecole che inibiscono l’enzima LSD1-CoREST, se gli studi clinici avranno successo, potrebbero essere una nuova aggiunta a questa categoria di composti.

Ma la possibilità di vedere nei dettagli atomici delle macromolecole con funzioni così importanti per il corretto sviluppo e funzionamento cellulare è l’ineludibile punto di partenza per ideare composti che agiscano come armi di precisione, colpendo selettivamente quei processi molecolari così diabolicamente manipolati dalle cellule tumorali.