Multidisciplinarietà, uniformità delle diciture per la riduzione del numero delle impegnative, criticità sull’acquisto di ausili complessi tramite gara, questi alcuni dei punti all’Audizione di AIFI ieri alla Camera.

Roma. Ieri mattina il Presidente AIFI, Mauro Tavarnelli, è stato sentito presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati in merito all’esame dello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante la definizione e l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA).

AIFIAIFI ha innanzitutto comunicato la piena condivisione della posizione presentata dalla FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – che richiama l’attenzione del Legislatore a mettere in pratica concretamente la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità anche nel decreto sui nuovi LEA.

Nella memoria depositata, AIFI ha focalizzato l’attenzione: sulla necessità di garantire alla persona in Cure Domiciliari l’unitarietà del Progetto Assistenziale, evitando le frammentazioni di equipe e di responsabilità ad oggi previste nel provvedimento; sulla necessità di revisionare le voci del nomenclatore delle prestazioni di specialistica ambulatoriale (allegato 4) relative a valutazioni funzionali e rieducazioni funzionali. AIFI ha rilevato come la modifica delle diciture e volumi previsti sulla base delle più recenti acquisizioni della letteratura scientifica e l’inserimento di tali voci in più branche omologhe alla disabilità della persona (es. neurologia, urologia, ortopedia, pneumologia, neuropsichiatria infantile, …) possa ridurre la richiesta di più impegnative e visite specialistiche, con conseguenti ulteriori costi e liste di attesa per i cittadini. Inoltre, permette alle Regioni di comporre pacchetti valutativi e terapeutici con minori costi anche per le Aziende Sanitarie. AIFI ha evidenziato anche le possibili criticità che comporterà la previsione di acquistare ausili complessi esclusivamente a mezzo gara, impoverendo di fatto la possibilità di scelta da parte della persona, dell’equipe e del prescrittore.

Inoltre, sempre nell’ambito dell’assistenza protesica, è stato sottolineato come bisogna garantire “un nuovo sistema fondato sull’empowerment della persona con disabilità e sull’appropriatezza” ( vedi documento FISH) dell’ausilio, basato sulla scelta di questo da parte della persona supportata da una equipe multidisciplinare dove afferiscono i contributi che i diversi professionisti sanitari danno nel percorso di valutazione, scelta, collaudo, addestramento all’uso e verifica dell’ausilio che solo in questo modo potrà realmente divenire utile alla persona per il proprio percorso di autonomia.

AIFI ha, infine, espresso il proprio rammarico per lo scarso coinvolgimento da parte del Ministero della Salute delle rappresentanze di professionisti e di cittadini nel percorso di elaborazione del provvedimento, “nonostante la disponibilità più volte espressa attraverso contributi concreti. – conclude Tavarnelli – Auspichiamo che l’attenzione e l’ascolto dimostrato dal Parlamento possa tradursi in attenzione e ascolto anche da parte del Ministero per questo come per altri provvedimenti”.