“Storie del convento della Maddalena”
Un appuntamento per conoscere la chiesa, appena riaperta, e il convento agostiniano in via Mattioli (domani 14 giugno ore 17)

Domani 14 giugno, alle ore 17, il pubblico avrà l’occasione di conoscere la storia della Chiesa della Maddalena e del convento delle monache agostiniane. Nella chiesa, appena riaperta dopo molti anni, si terrà la conferenza “Storie del convento della Maddalena. Gli usi ‘civili’ del Complesso monastico dal Settecento al Novecento”.

Davide Orsini, direttore del Centro universitario per la tutela e la valorizzazione dell’antico patrimonio scientifico senese (CUTVAP) dell’Università di Siena, racconterà le storie di quanti hanno abitato nei secoli questo complesso monastico, che dalla fine del Settecento è stato un educandato per ragazze, per divenire ospedale di riserva nel corso della Prima Guerra mondiale, Preventorio antitubercolare negli anni Trenta, per ospitare i bambini allontanati temporaneamente dalle famiglie dove fosse presente un malato di tubercolosi, e infine dal 1938 sede della Scuola convitto per infermiere.

Nell’occasione sarà donata al Centro CUTVAP la borsa con gli strumenti di lavoro di Andreina Nardi, una delle ultime levatrici che andavano di paese in paese, di podere in podere, a seguire direttamente le partorienti nelle loro abitazioni.

La chiesa, a Siena in via Mattioli, accanto all’Orto botanico, è di proprietà dell’Ateneo e nei prossimi mesi sarà valorizzata, nell’ambito del progetto “Spazi e Storie in-visibili”, diventando una sede espositiva e di divulgazione scientifica sulla storia della medicina e della strumentaria medico-chirurgica.

L’Università di Siena il suo sistema museale SIMUS, con il progetto “Spazi e Storie in-visibili”, vogliono restituire alla città luoghi oggi chiusi e dimenticati, di proprietà dell’Ateneo. La Chiesa di Santa Maria Maddalena è il primo di questi spazi che saranno nuovamente conosciuti e visitati.

Siena, 14 giugno 2017