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Il robot riabilitativo che arriva a casa dei pazienti azzera le disuguaglianze e supera i limiti della pandemia

Il robot riabilitativo che arriva a casa dei pazienti azzera le disuguaglianze e supera i limiti della pandemia

Fondazione Don Gnocchi e Università Campus Bio-Medico di Roma con Heaxel per la tele-riabilitazione robotica domiciliare tramite icone

Il robot riabilitativo che arriva a casa dei pazienti azzera le disuguaglianze e supera i limiti della pandemia

Avviato uno studio sperimentale finanziato da Lazio Innova che permetterà ai pazienti con esiti di ictus di ricevere terapia robotica riabilitativa direttamente presso il proprio domicilio, supervisionati dai propri familiari e monitorati in tempo reale da specialisti e sensori multiparametrici.

Roma, 9 settembre 2021 – Avviata con successo la collaborazione tra Fondazione Don Gnocchi (FDG), Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM) ed Heaxel per la qualificazione della prima piattaforma per la teleriabilitazione domiciliare di pazienti con esiti di ictus tramite il sistema robotico intelligente icone.

Lo studio sperimentale, inserito nell’ambito della Smart Specialisation Strategy Regionale (S3 – Biorobotica per la riabilitazione) per la business & life continuity e co-finanziato dall’Unione Europea tramite Lazio Innova, intende consentire a coloro che vivono una situazione di fragilità di ricevere terapia robotica riabilitativa direttamente presso il proprio domicilio in maniera sicura, efficace e stimolante grazie alla supervisione dei propri familiari (caregiver, in presenza), al controllo degli specialisti della riabilitazione (da remoto, grazie a device mobili) e all’ausilio dei dati raccolti in tempo reale da un set di sensori.

Un progetto che premia la complementarietà e le collaborazioni positive tra le varie realtà dell’equipe al fine di superare alcuni dei limiti imposti dalla pandemia in corso.

La situazione che abbiamo vissuto ha di fatto impedito a molti pazienti cronici di svolgere fisioterapia in struttura per quasi un anno. Se avessimo potuto disporre di una piattaforma come questa, cruciale per superare i limiti del distanziamento sociale, molti non avrebbero registrato una perdita sensibile dei risultati ottenuti. Chi non dispone di un arto funzionale dovrebbe sempre continuare la riabilitazione per mantenere la mobilità dell’arto perché l’attività di mantenimento è importante tanto quanto quella del recupero” – ha commentato la dottoressa Irene Aprile, Medico Responsabile del Centro S. Maria della Provvidenza e Direttore del Dipartimento di Riabilitazione Neuromotoria della Fondazione Don Carlo Gnocchi.

Lo studio ha previsto il coinvolgimento di una ventina di pazienti in un periodo complessivo di 6 mesi.

Il setting prevede, da una parte, la somministrazione della terapia tramite il robot icone sviluppato da Heaxel e, dall’altra, l’integrazione di dispositivi mobili (tablet e smartphone) al fine di consentire al terapista FDG di visualizzare in tempo reale le prestazioni dei pazienti come fosse in presenza e correggerli qualora opportuno. Completano il quadro la sensoristica integrata di icone e il kit di sensori indossabili predisposto da UCBM (dai sensori di monitoraggio dei parametri fisiologici, quali battito cardiaco, frequenza respiratoria, e impedenza galvanica fino ai sensori magneto-inerziali per il monitoraggio della cinematica articolare durante l’esercizio riabilitativo). Un setting che permetterà all’equipe multi-disciplinare di selezionare il protocollo ottimale per il tele-consulto e la tele-riabilitazione da effettuare, a regime, con il solo robot riabilitativo icone senza la supervisione da remoto.

“Tutti i dati delle sessioni di terapia vengono quindi raccolti su cloud: in tempo reale quelli dei sensori integrati in icone e a inizio e a fine trattamento quelli acquisiti dai sensori indossabili – ha aggiunto la prof. ssa Loredana Zollo di UCBM– Questi, unitamente al feedback visivo del terapista, consentono di valutare in maniera oggettiva lo stato fisiologico e le prestazioni motorie del paziente, di modulare il trattamento riabilitativo e di adattare sempre più il robot al paziente che può, in ogni momento, comunicare eventuali difficoltà o affaticamento nello svolgimento della terapia”.

Un setting sperimentale innovativo a cui icone, più di altri strumenti, si presta molto bene poiché progettato appositamente per trattamenti riabilitativi a domicilio non solo in modalità sincrona, come si è soliti fare in struttura, ma anche asincrona. Anche quando il terapista non dovesse presiedere a tutte le sedute, il paziente potrà infatti fruire comunque del programma stabilito dallo specialista e della supervisione del caregiver.

Il robot icone, trasportabile e compatto, all-in-one e plug-and-play, consente infatti un contatto fisico limitato e può essere utilizzato da pazienti che presentino un deficit motorio dell’arto superiore, una spasticità non grave e che siano in grado di interagire col robot mentre a video vengono illustrati i movimenti da svolgere sotto forma di giochi interattivi (exergames, exercise + videogames).

“Lo studio rappresenta in ottica futura una grande opportunità per la terapia domiciliare con assistenza a distanza e apre la strada a un accesso più paritario a questo tipo di prestazioni – ha commentato Filippo Lorenzi, CEO di Heaxel – Basti pensare alle difficoltà che può incontrare un paziente che risiede in un piccolo paesino di provincia, lontano dai principali centri medici, così come chi vive in una città come la Roma metropolitana, dove gli spostamenti richiedono molto tempo. L’ingresso del robot nelle case dei pazienti rappresenta un cambiamento davvero significativo poiché in futuro tutti avranno la possibilità di usufruire di trattamenti di questo tipo superando le diseguaglianze tra le diverse regioni e aree geografiche”.

Progetto cofinanziato dall’Unione Europea
Avviso Pubblico “EMERGENZA CORONAVIRUS E OLTRE” di cui alla Determinazione regionale n. G08486 del 19/07/2020 – POR FESR LAZIO 2014-2020 – Domanda prot. n. A0376-2020-070117 – CUP F84E2100008000

HeaxelAzienda italiana con sede a Roma, Heaxel (“Health” + “Pixel”) progetta e sviluppa dispositivi medici innovativi per la riabilitazione mediata da robot. Nata nel 2018 dallo spin-off accreditato dell’Università Campus Bio-Medico di Roma ICan Robotics e il fondo Vertis SGR SpA, la società, certificata ISO13485, conta oggi 20 dipendenti tra Roma e Milano e da luglio 2019 ha aperto una filiale a Singapore, spin-off della Nanyang Technological University (NTU). Missione dell’azienda è migliorare la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari, mettendo a disposizione nuovi dispositivi medici basati sulle più recenti evidenze cliniche, e supportare medici e terapisti nel fornire riabilitazione intensiva a pazienti neurologici.

Primo prodotto di Heaxel è icone®, il primo robot per la riabilitazione neurologica dell’arto superiore, certificato per utilizzo anche extra-ospedaliero. Si tratta di un sistema robotico intelligente a supporto delle terapie di neuroriabilitazione, pensato per pazienti con danni neurologici, ovvero persone che hanno un apparato muscolo-scheletrico funzionante, tuttavia non in grado di gestire correttamente uno o più arti a causa di una lesione subita dal cervello, come ad esempio, quelle provocate da un ictus. Il robot è dotato di un’impugnatura a cui viene collegato il paziente, mentre a video vengono illustrati i movimenti da svolgere, sotto forma di giochi interattivi (exergames).

icone® consente di implementare il paradigma Continuum of Care, in cui la terapia riabilitativa inizia negli ospedali e nelle cliniche e continua a valle delle dimissioni dall’ospedale nei centri di riabilitazione, nei poliambulatori e nelle palestre di riabilitazione e anche a casa del paziente. A tutto beneficio del miglior recupero dei pazienti.

La Fondazione Don Gnocchi è realtà leader in Italia in ambito sanitario-riabilitativo e socio-sanitario. È presente in 9 regioni italiane, con una rete integrata di oltre 50 strutture tra Centri residenziali e ambulatori territoriali, con 3.700 posti-letto e quasi 6 mila operatori. Forte di un modello distintivo finalizzato alla presa in carico globale del paziente, accoglie, cura e assiste bambini e ragazzi con ogni forma di disabilità, affetti da complesse patologie congenite o acquisite; pazienti di ogni età che necessitano di interventi riabilitativi in ambito neuromotorio e cardiorespiratorio; persone con esiti di traumi, colpite da ictus, sclerosi multipla, SLA, morbo di Parkinson, malattia di Alzheimer o altre patologie invalidanti; anziani non autosufficienti, malati oncologici terminali, pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite o in stato vegetativo prolungato. L’impegno sanitario e assistenziale è sostenuto da un’intensa attività di ricerca scientifica e innovazione tecnologica, svolta in particolare negli IRCCS – Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico – di Milano e Firenze, in collegamento con università ed enti di ricerca nazionali e internazionali. L’obiettivo è lo sviluppo di efficaci modelli a sostegno dei percorsi riabilitativi, grazie anche a soluzioni avanzate provenienti dalla robotica, dalla bioingegneria e dalle nano e biotecnologie. Riconosciuta Organizzazione Non Governativa (ONG), la Fondazione è inoltre impegnata in progetti di solidarietà nei Paesi in via di sviluppo.

Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM) – L’Università Campus Bio-Medico di Roma promuove strutture integrate di insegnamento, ricerca e assistenza sanitaria, perseguendo come fine principale delle proprie attività il bene della persona. Offre allo studente un’esperienza formativa che punta alla crescita culturale, professionale e umana, puntando a fornire una formazione di livello internazionale e le competenze richieste dal mondo delle imprese. Nata nel 1993, conta 12 corsi di laurea e 3 facoltà dipartimentali per oltre 2200 studenti e circa 400 ricercatori tra: Medicina e Chirurgia (con corsi di laurea in italiano e in inglese), Ingegneria (Industriale, Bio-Medica, Sistemi intelligenti, Chimica per lo Sviluppo Sostenibile) e Scienze e Tecnologie per l’uomo e per l’ambiente. Ad essa si affianca un Policlinico Universitario attrezzato con tutte le più moderne dotazioni tecnologiche in ambito diagnostico e terapeutico.
Le attività di ricerca riguardano tutti i settori della medicina, della bioingegneria, della ricerca traslazionale, dell’ingegneria chimica e di processo, e anche delle scienze e tecnologie per l’alimentazione e la nutrizione umana. La collaborazione di medici, biologi, fisici, chimici e ingegneri all’interno di un’unica infrastruttura di ricerca fortemente integrata con il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico ha favorito, nel tempo, lo sviluppo di numerosi progetti di ricerca interdisciplinare di alto rilievo internazionale.