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Farmaci antiobesità sicuri con la guida del diabetologo

Farmaci antiobesità sicuri con la guida del diabetologo

Roma, 18 maggio 2026 – La Federazione delle Società Diabetologiche Italiane (FeSDI), che riunisce l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e la Società Italiana di Diabetologia (SID) e rappresenta la quasi totalità della comunità diabetologica italiana, si rivolge direttamente alle molte persone attualmente in trattamento con farmaci agonisti del recettore del GLP-1 (innovativi per la cura del diabete e dell’obesità) con un messaggio chiaro: eventuali timori generati da informazioni non correttamente contestualizzate non devono indurre a sospendere autonomamente le terapie prescritte. L’interruzione non concordata con il proprio medico può, infatti, compromettere il controllo glicometabolico e ridurre i benefici cardiovascolari e renali ottenuti grazie alla continuità terapeutica.

Criticare in modo indiscriminato farmaci come quelli basati sul GLP-1, approvati dalle autorità regolatorie di tutto il mondo, sostenendo che possono avere conseguenze dannose per la salute (degli occhi, del pancreas o altro), rischia di generare disinformazione e di creare allarme tra i pazienti. Questo può indurli a interrompere terapie per loro salvavita. Le conseguenze di queste informazioni non verificate emergono anche dalle numerose telefonate che arrivano ai centralini delle società scientifiche o agli studi medici, da parte di persone preoccupate, in cerca di chiarimenti e rassicurazioni. Pertanto, il diabetologo e il medico curante devono restare il punto di riferimento delle persone con diabete e con obesità, perché è proprio all’interno di una relazione di cura che si massimizzano i benefici e si gestiscono i rischi che ogni farmaco, per sua natura, comporta.

Gli agonisti del GLP-1 rappresentano oggi una delle classi terapeutiche più solide e meglio studiate nell’ambito delle malattie metaboliche. Numerosi trial clinici randomizzati, condotti sia su persone con diabete tipo 2 sia su persone con obesità senza diabete, i cui risultati sono stati pubblicati su riviste internazionali autorevoli, hanno dimostrato benefici che vanno ben oltre il controllo glicemico e la riduzione del peso corporeo: significativa riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori (infarto miocardico, ictus e mortalità cardiovascolare), protezione della funzione renale, miglioramento complessivo del profilo metabolico. Più recentemente, ulteriori evidenze hanno documentato effetti favorevoli anche nello scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata e su altri esiti clinicamente rilevanti. Si tratta, dunque, di farmaci che, prescritti e monitorati nell’ambito di un percorso di cura appropriato, stanno cambiando in meglio la storia naturale del diabete e delle sue complicanze.

Questi farmaci rivestono un ruolo importante anche nel trattamento dell’obesità. Ad oggi, poche terapie hanno mostrato livelli di efficacia e sicurezza comparabili. Per molti, l’alternativa terapeutica può essere rappresentata dalla chirurgia bariatrica, un’opzione efficace ma che, come ogni intervento, comporta possibili rischi e richiede un’attenta valutazione clinica. L’obesità, oltre ad aumentare il rischio cardiovascolare e ad essere associata a numerose forme tumorali, può incidere significativamente sulla qualità della vita delle persone che ne sono affette, con ripercussioni in ambito sociale, lavorativo e scolastico. Inseriti all’interno di un percorso terapeutico che comprenda anche alimentazione equilibrata, attività fisica e monitoraggio medico, questi farmaci possono contribuire in modo rilevante al miglioramento della salute generale e rappresentano un supporto concreto nel contrastare lo stigma che ancora accompagna l’obesità.

Per tutte queste ragioni, FeSDI invita le persone con diabete a non nutrire timori verso una terapia che la comunità scientifica internazionale considera tra le più importanti acquisizioni degli ultimi anni. Eventuali perplessità o domande possono essere serenamente portate all’attenzione del proprio medico curante o del diabetologo di riferimento, che conosce la storia clinica del singolo paziente ed è nelle condizioni ideali per fornire le risposte più appropriate.

La corretta informazione, fondata sulle evidenze scientifiche e mediata dalla relazione di fiducia con i professionisti della salute, resta il migliore strumento di tutela della salute delle persone con diabete e obesità.