I risultati di un’analisi ad interim, evidenziano che i tassi di sanguinamento si mantengono bassi nei pazienti in profilassi

SOBI Swedish Orphan Biovitrum (STO: SOBI) e il suo partner Biogen rendono nota la pubblicazione dei risultati ad interim di uno studio clinico, che evidenziano i bassi tassi di sanguinamento in soggetti emofilici, trattati con rFVIIIFc (proteina di fusione, costituita dal fattore VIII ricombinante legato al dominio Fc dell’IgG1 umana) in regime di profilassi ad intervalli prolungati di somministrazione. Si tratta dei risultati dell’analisi ad interim di ASPIRE, studio di estensione di fase III in aperto, pubblicati nell’edizione online di Haemophilia, la rivista scientifica della World Federation of Hemophilia, European Association for Haemophilia and Allied Disorders, e Hemostasis & Thrombosis Research Society.

Nello studio ASPIRE sono stati arruolati i pazienti che hanno completato gli studi di Fase III A-LONG e Kids A-LONG. I risultati ottenuti, ad oggi, indicano che la maggioranza dei partecipanti allo studio ASPIRE hanno mantenuto o allungato gli intervalli di somministrazione del farmaco rispetto agli studi A-LONG e Kids A-LONG. Al momento dell’analisi ad interim, il periodo mediano di trattamento nello studio ASPIRE è stato di 80,9 settimane nei partecipanti adulti e adolescenti che hanno completato lo studio A-LONG, e di 23,9 settimane in quelli in età pediatrica che hanno completato lo studio Kids A-LONG. L’endpoint primario di ASPIRE è lo sviluppo di anticorpi inibitori, la cui insorgenza non è invece stata riportata in nessuno dei gruppi.

Sobi

Per il periodo considerato dall’analisi ad interim di ASPIRE, il numero di sanguinamenti su base annua (annualized bleeding rates o ABR) negli adulti e adolescenti nei bracci in regime di profilassi personalizzata, settimanale e modificata sono stati rispettivamente di 0,66, 2,03 e 1,97. Anche peri bambini in regime di profilassi personalizzata sono stati registrati bassi tassi di sanguinamento, con un ABR complessivo mediano di 0,0 nei bambini al di sotto dei 6 anni e di 1,54 nei bambini di età compresa fra i 6 e i 12 anni. Questi risultati sono in linea con quelli ottenuti negli studi di Fase III A-LONG e Kids A-LONG.

Oltre ai risultati di efficacia e sicurezza, la pubblicazione riporta anche i dati relativi alla frequenza delle infusioni in regime di profilassi per tutto il periodo considerato a partire dalla fine dello studio A-LONG. Degli adulti e adolescenti trattati in profilassi e che hanno continuato lo studio (n=128), il 72% ha mantenuto gli stessi intervalli di somministrazione, il 22% ha allungato quelli fra una somministrazione e quella successiva, mentre il 6% ha ridotto gli intervalli. I partecipanti allo studio di estensione potevano cambiare gruppo di trattamento in qualsiasi momento.

“Il disegno dello studio ASPIRE offre ai medici un alto livello di flessibilità nella somministrazione, allo scopo di riflettere le pratiche di trattamento in contesti real life” ha dichiarato Guy Young, Direttore dell’Hemostasis and Thrombosis Center dell’Ospedale pediatrico di Los Angeles. “I risultati indicano che la profilassi con rFVIIIFc dimostra di essere efficace e di avere un buon profilo di sicurezza nel trattamento di lungo termine dell’emofilia A”.

Nello studio ASPIRE, la maggior parte dei partecipanti è stata trattata in regime di profilassi e ha continuato ad essere protetta da episodi emorragici, con un’assunzione di rFVIIIFc in linea con quella osservata negli studi A-LONG e Kids A-LONG.

In aumento i dati che confermano il profilo clinico favorevole di rFVIIIFc

La pubblicazione ha riferito i dati relativi alla durata complessiva della terapia, a partire dall’avvio degli studi A-LONG e Kids A-LONG e per tutto il periodo dello studio ASPIRE considerato al momento dell’analisi ad interim. La durata mediana complessiva del trattamento è stata di 117,7 settimane per adulti e adolescenti, e di 51,5 settimane per i bambini al di sotto dei 12 anni.

In tutti i gruppi d’età, i risultati di sicurezza sono stati in linea con quelli della popolazione generale di soggetti con emofilia A. Non sono stati riferiti casi di reazioni allergiche gravi, né di formazione di eventi trombotici. Gli eventi avversi più comuni (con incidenza pari o superiore al 5%) hanno compreso naso-faringite (comune raffreddore), artralgia (dolore articolare) e infezioni del tratto respiratorio superiore.

“Questi risultati pubblicati vanno ad aggiungersi a quelli già esistenti, che dimostrano il profilo di sicurezza di rFVIIIFc e la sua capacità di protezione dagli episodi di sanguinamento” – ha dichiarato Wing-Yen Wong, Vice President, Global Medical, Hematology and Immunology di Biogen – “Siamo un’azienda impegnata nel perseguire progressi terapeutici e renderli disponibili per la comunità degli emofilici. Per questo ci adoperiamo per raccogliere numerosi dati clinici di lungo termine in tutte le popolazioni”.

“Restiamo concentrati sull’obiettivo di migliorare le terapie per l’emofilia in tutto il mondo e crediamo che i risultati di questo studio clinico siano importanti per contribuire al progresso della scienza medica per quanto riguarda questa patologia” – ha dichiarato Birgitte Volck, M.D., Ph.D., Senior Vice President e Chief Medical Officer di Sobi. “I risultati dell’analisi ad interim dello studio di ASPIRE contribuiscono a confermare l’efficacia e il profilo di sicurezza di rFVIIIFc come terapia per le persone con emofilia A”.

Lo studio ASPIRE

ASPIRE è uno studio in aperto, non-randomizzato, pluriennale, di estensione, per coloro che hanno completato gli studi cardine di Fase III A-LONG o Kids A-LONG. Lo studio ha arruolato 211 soggetti di sesso maschile, di cui 150 (98%) hanno completato lo studio A-LONG e 61 (91%) lo studio Kids A-LONG. L’endpoint primario è lo sviluppo di anticorpi inibitori. Gli endpoint secondari comprendono: numero di episodi d’emorragia su base annua per soggetto, giorni di esposizione a rFVIIIFc e valutazione dei partecipanti della risposta al trattamento dell’episodio emorragico.

rFVIIIFc

E’ una proteina di fusione ricombinante a lunga durata d’azione costituita dal fattore VIII della coagulazione – antiemofilico – connesso al dominio Fc dell’IgG1 umana, per soggetti con emofilia A. La sottomissione della richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio di rFVIIIFc è stata inoltrata all’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) nell’ottobre 2014. rFVIIIFc è, invece, il primo fattore VIII ricombinante della coagulazione con una prolungata permanenza in circolo, approvato negli Stati Uniti, Canada, Australia e Giappone, per la terapia di adulti e bambini con emofilia A. rFVIIIFc è stato sviluppato, legando ad una molecola del fattore VIII con delezione del dominio B la porzione Fc dell’immunoglobulina umana IgG1. Si ritiene che ciò consenta a rFVIIIFc di utilizzare una via naturalmente esistente nell’organismo per prolungare il tempo di emivita. Benché la fusione con la porzione Fc sia una tecnica in uso da oltre 15 anni, Biogen è l’unica azienda a usarla per il trattamento dell’emofilia.

L’emofilia A

L’emofilia A è una malattia genetica rara e cronica che determina problemi di coagulazione del sangue dovuti all’assenza o alla produzione ridotta di una proteina: il fattore della coagulazione VIII. Chi soffre di emofilia è soggetto a sanguinamenti ricorrenti ed estesi, tra cui emartri, che causano dolore e provocano danni articolari irreversibili. Alcuni di questi episodi emorragici possono mettere a repentaglio la vita del paziente. Secondo le stime della World Federation of Hemophilia, nel mondo ci sono 142.000 persone che soffrono di emofilia A.[i] Infusioni profilattiche del fattore VIII sostituiscono temporaneamente il fattore della coagulazione necessario per controllare il sanguinamento e prevenire nuovi episodi emorragici.

Il sistema immunitario, tuttavia, può però sviluppare anticorpi inibitori che interferiscono con l’azione della terapia. Si stima che circa il 25-30% dei soggetti con emofilia A grave nel corso della vita sviluppi anticorpi inibitori, evento che si verifica, generalmente, dopo un periodo mediano di esposizione alla terapia di 8-10 giorni, anche se questo dato è soggetto ad ampie variazioni.[ii]

La collaborazione tra Biogen e Sobi

Sobi e Biogen collaborano allo sviluppo e commercializzazione di rFVIIIFc per il trattamento dell’emofilia A. Sobi ha un diritto di esclusività sullo sviluppo finale e sulla commercializzazione del farmaco in alcuni territori di sua competenza (Europa, Nord Africa, Russia e alcuni mercati dei Paesi Medio-Orientali). Biogen detiene lo sviluppo di rFVIIIFc, i diritti di produzione e possiede diritti di commercializzazione in Nord America e in tutti le aree del mondo escluse quelle di pertinenza di Sobi.

Sobi è una azienda multinazionale farmaceutica che dedica la propria attività alle malattie rare. La mission aziendale è sviluppare e rendere disponibili terapie e servizi innovativi che migliorino la vita dei pazienti. Le opzioni terapeutiche offerte sono principalmente focalizzate sull’emofilia, le malattie infiammatorie e le malattie genetiche. Sobi commercializza, inoltre, farmaci per malattie specialistiche e rare per diverse aziende partner in Europa, Medio-Oriente, Nord Africa e Russia. Sobi è azienda pioniera nell’ambito delle biotecnologie, con capacità riconosciute a livello mondiale nella biochimica proteica e nella produzione di farmaci biologici. Nel 2014 Sobi ha raggiunto un fatturato totale di 380 milioni di dollari (USD) e circa 600 dipendenti. Sobi è quotata al NASDAQ OMX Stockholm.

Biogen – Attraverso scienza e medicina all’avanguardia Biogen scopre, sviluppa e fornisce a pazienti in tutto il mondo terapie innovative per il trattamento delle malattie neurodegenerative, ematologiche e autoimmuni. Fondata nel 1978, Biogen è una delle società biotecnologiche indipendenti con la più lunga tradizione al mondo, e i pazienti di tutto il mondo possono godere dei benefici della sua posizione di leadership nelle terapie innovative contro la sclerosi multipla e l’emofilia.

[i]World Federation of Hemophilia. Annual Global Survey 2012. http://www1.wfh.org/publications/files/pdf-1574.pdf. Accessed July 2015

[ii] Mariani G, Konkle BA, Kessler CM. Inhibitors in Hemophilia A and B. In: Hoffman R, ed. Hematology : basic principles and practice. 6th ed. Philadelphia, PA: Saunders/Elsevier; 2013:1961-1970.

Cambridge, Massachussets (USA) & Stoccolma, Svezia, 10 settembre 2015