Boehringer Ingelheim celebra i 20 anni di meloxicam per i bovini
Quest’anno Boehringer Ingelheim celebra i 20 anni di meloxicam per i bovini, il farmaco che ha migliorato la vita di milioni di animali in tutto il mondo. Meloxicam è stato inizialmente approvato per l’uso nei cani e, successivamente, è stata provata la sua efficacia come terapia di molte affezioni infiammatorie e dolorose anche in altre specie animali, quali il porcellino d’india, il suino, il cavallo e l’ovino*. Oggi meloxicam è il farmaco leader nel mondo1 come antinfiammatorio e antidolorifico per i bovini.
Meloxicam: farmaco rivoluzionario
Nei primi anni ’90, Boehringer Ingelheim ha sviluppato meloxicam per uso sia umano, che veterinario. Dotato di maggior efficacia a livello di COX-2, rispetto a COX-1, per uso umano viene utilizzato come terapia per l’artrite reumatoide, il dolore lombare acuto e altre affezioni infiammatorie. E’ stato, poi, lanciato come farmaco antinfiammatorio per cani sotto forma di sciroppo e, successivamente, in formulazione iniettabile per gli animali d’allevamento.
Nel 1998, meloxicam è stato il primo antiinfiammatorio non steroideo, (FANS) inibitore preferenziale dell’enzima COX-2, ad essere approvato per l’uso nei bovini, prima in Europa, poi nel resto del mondo. Meloxicam ha forti effetti antiinfiammatori, anti-essudativi, antipiretici, anti-endotossici e analgesici, con un profilo di sicurezza migliorato rispetto ad altre molecole. Inoltre offre l’ulteriore beneficio di avere una lunga durata d’azione.
I benefici come terapia della mastite
Meloxicam in formulazione per via iniettabile è stato originariamente introdotto in Germania dopo essere stato approvato come terapia di supporto per i vitelli affetti da malattia respiratoria bovina. Agli inizi degli anni 2000, meloxicam è stato registrato anche come terapia della mastite (in associazione a terapia antibiotica).
Oltre a essere efficace in questa patologia estremamente dolorosa, alcuni studi scientifici hanno dimostrato che meloxicam utilizzato come terapia di supporto è stato il primo FANS ad avere effetti positivi sulla qualità del latte, determinando la riduzione della conta delle cellule somatiche2. L’aggiunta di meloxicam alla terapia antibiotica ha ridotto il tasso di riforma delle bovine con mastite,2 migliorato una più efficace cura batteriologica dei batteri patogeni, e le bovine trattate hanno dimostrato anche maggiore fertilità 3.
Meloxicam ha, inoltre, dimostrato i propri benefici nei disordini gastrointestinali dei vitelli, migliorandone significativamente le condizioni cliniche nei casi di diarrea neonatale4. Inoltre, grazie alla sua spiccata azione analgesica, meloxicam è stato il primo FANS ad essere registrato in tutto il mondo come antidolorifico dopo la decornazione nei vitelli, e l’unico FANS registrato come analgesico nella chirurgia addominale, ad esempio, dopo un taglio cesareo (in Canada e Australia).
Spinta dalla passione e impegnata a combattere il dolore e a capire come mitigarne gli effetti negli animali d’allevamento, Boehringer Ingelheim ha condotto numerose ricerche e studi sull’impatto del dolore in questi animali, a livello fisiologico e comportamentale. Con oltre 150 articoli peer reviewed pubblicati, meloxicam è il FANS più studiato nell’ambito degli animali d’allevamento.
“Nel corso degli anni – ha dichiarato il Dottor Laurent Goby, Global Brand Manager – Boehringer Ingelheim ha investito grandi risorse e impiegato molto tempo per promuovere un’efficace gestione del dolore e migliorarne le conoscenze da parte di veterinari e allevatori. Grazie a iniziative come The Farm Animal Well-being Expert Forum (Forum di Esperti sul Benessere degli Animali d’Allevamento) e alla ricerca innovativa, meloxicam ha contribuito ad aumentare la conoscenza e la consapevolezza dell’importanza del benessere negli animali d’allevamento, contribuendo così a migliorare la vita degli animali di tutto il mondo”.
* Meloxicam è approvato per l’uso negli ovini in Canada, Australia e Nuova Zelanda
L’obiettivo di Boehringer Ingelheim, azienda farmaceutica basata sulla ricerca, è migliorare la salute e la qualità di vita delle persone. Nel perseguire questo obiettivo si focalizza su quelle patologie per le quali ad oggi non esistono opzioni terapeutiche soddisfacenti, concentrandosi sullo sviluppo di terapie innovative che possano allungare la vita dei pazienti. Boehringer Ingelheim opera anche nell’ambito della salute animale prodigandosi per una prevenzione avanzata. Azienda a proprietà familiare sin dalla sua fondazione nel 1885, Boehringer Ingelheim è oggi una delle prime 20 aziende farmaceutiche al mondo. I suoi circa 50.000 addetti ogni giorno creano valore, attraverso l’innovazione, nelle sue tre aree di business: farmaceutici per uso umano, salute animale e biofarmaceutici. Con un fatturato netto di quasi 18,1 miliardi di euro nel 2017, Boehringer Ingelheim ha investito in ricerca e sviluppo una somma superiore ai tre miliardi di euro e pari al 17 percento del fatturato netto. Da azienda a proprietà familiare Boehringer Ingelheim ha una programmazione che abbraccia le generazioni, concentrandosi sul successo di lungo termine piuttosto che sugli utili di breve periodo. L’azienda pertanto punta a una crescita interna basata su risorse proprie, e nel contempo è aperta a collaborazioni e alleanze strategiche nella Ricerca. In ogni sua attività, Boehringer Ingelheim è spontaneamente portata ad agire con responsabilità nei confronti dell’umanità e dell’ambiente.
Boehringer Ingelheim Business Unit Salute Animale
Boehringer Ingelheim è il secondo maggior operatore mondiale in ambito salute animale ed è impegnata a realizzare il benessere degli animali con il suo ampio portafoglio di prodotti e servizi avanzati per la prevenzione delle malattie. Con un fatturato netto di 3,9 miliardi di euro (nel 2017) e circa 10.000 addetti nel mondo, è presente in oltre 150 mercati.
Bibliografia
1 Dati interni su file
2McDougall et al. Effect of treatment with the nonsteroidal anti-inflammatory meloxicam on milk production, somatic cell count, probability of re-treatment, and culling of dairy cows with mild clinical mastitis. J Dairy Sci 2009;92 :4421–4431.
3McDougall et al. Addition of meloxicam to the treatment of clinical mastitis improves subsequent reproductive performance. J Dairy Sci 2016; 99(3): 2026-2042.
4Todd et al. Nonsteroidal anti-inflammatory drug therapy for neonatal calf diarrhoea complex: Effects on calf performance. J Anim Sci 2010.88:2019-2028.
Ingelheim, Germania, 11 aprile 2019
