Boehringer Ingelheim al 20° Congresso Nazionale AIPO. Riflettori puntati sulle Malattie Interstiziali Polmonari: dagli studi registrativi a quelli real life
Le Malattie Interstiziali Polmonari sono al centro di due simposi sponsorizzati da Boehringer Ingelheim, nell’ambito del 20° Congresso Nazionale AIPO, Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (Firenze,13-16 novembre 2019), il 14 e il 15 novembre, nel corso dei quali, tra l’altro, viene messa in luce l’importanza della diagnosi precoce della Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF), i progressi della ricerca clinica per individuare farmaci in grado di contrastare patologie fino ad oggi prive di rimedi terapeutici, oltre alla presentazione del primo studio real life che mette in luce le evidenze scientifiche a supporto di come e quando avviare il trattamento antifibrotico nella IPF.
Tra le Malattie Interstiziali Polmonari, la Fibrosi Polmonare Idiopatica è la malattia respiratoria cronica e progressiva con la più alta incidenza: solo in Italia si stima che ne siano affette 19.000 persone. È caratterizzata da formazione di tessuto cicatriziale a livello polmonare, con una conseguente perdita di funzionalità respiratoria nel tempo. Si manifesta generalmente dopo i 45 anni, con un’età media dei pazienti colpiti, intorno ai 65 anni.
La patologia è irreversibile, anche se la rapidità con cui progredisce è variabile. Se non diagnosticata e trattata tempestivamente, ha un esito fatale entro 2-5 anni dalla diagnosi.
Quest’ultima, tuttavia, è spesso difficile, perché i sintomi della IPF (tosse non produttiva e dispnea), almeno inizialmente, sono simili a quelli di altre patologie respiratorie. Per questo motivo è opportuno procedere con un approccio multidisciplinare, che coinvolga sia uno pneumologo, che un radiologo ed un patologo, partendo da un accurato profilo clinico ed anamnestico suggestivo di IPF, fino all‘esecuzione di un esame radiologico approfondito e, in alcuni casi, di una biopsia polmonare.
Nell’ultimo decennio, l’avvento delle nuove terapie con diverso meccanismo d’azione ha permesso di rallentare la progressione della malattia e migliorarne la prognosi, ridefinendo il percorso diagnostico-terapeutico del paziente.
Tre anni fa è entrato sul mercato italiano, nintedanib, trattamento che, può rallentarne significativamente la progressione della malattia, consentendo ai pazienti di avere un’aspettativa di vita più lunga e qualitativamente migliore.
Nintedanib è un inibitore delle tirosin-chinasi (TKI), che ha come bersaglio tre recettori dei fattori di crescita, che hanno dimostrato di essere potenzialmente coinvolti nella patogenesi della Fibrosi Polmonare Idiopatica.
Ed è su questo farmaco che si è concentrata l’attenzione della ricerca scientifica per valutarne gli effetti anche su un’ampia gamma di malattie interstiziali polmonari fibrosanti.
«INBUILD® è il primo studio clinico nell’ambito delle malattie interstiziali polmonari fibrosanti, che raggruppa i pazienti sulla base del comportamento clinico della loro patologia, anziché della diagnosi clinica primaria – dichiara il Professor Venerino Poletti, Direttore del Dipartimento Toracico dell‘Azienda USL della Romagna – Il trial ha dimostrato gli effetti positivi del farmaco nel rallentare il declino della funzionalità polmonare in un’ampia gamma di malattie interstiziali polmonari fibrosanti, con fenotipo progressivo, tra cui polmonite da ipersensibilità, sarcoidosi, malattie interstiziali polmonari fibrosanti associate a malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide e la sclerosi sistemica, malattie interstiziali polmonari fibrosanti associate a malattia mista del tessuto connettivo, polmonite interstiziale idiopatica aspecifica e polmoniti interstiziali idiopatiche non classificate. Nintedanib – conclude il Professor Poletti – ha dimostrato omogeneità e consistenza di effetti sul declino della funzionalità polmonare indipendentemente dal pattern fibrotico».
Questi risultati sono particolarmente significativi alla luce del fatto che per i pazienti con malattie interstiziali polmonari fibrosanti progressive, al momento, non esistono opzioni terapeutiche approvate, capaci di influenzare efficacemente il decorso della loro patologia.
Nel corso del Simposio «L’IPF e le ILDs: l’esperienza che guarda al futuro», tenutosi ieri, 14 novembre, è stato presentato lo Studio FIBRONET, Studio Osservazionale Italiano, che ha valutato il decorso clinico in pazienti affetti da IPF e trattati con terapia antifibrotica.
Lo Studio FIBRONET rappresenta un’ulteriore conferma dell’impegno di Boheringer Ingelheim nel verificare le evidenze cliniche, non solo attraverso trial controllati randomizzati, ma anche attraverso studi real life.
Boehringer Ingelheim – L’obiettivo di Boehringer Ingelheim, azienda farmaceutica basata sulla ricerca, è migliorare la salute delle persone e degli animali. Nel perseguire questo obiettivo si focalizza su quelle patologie per le quali ad oggi non esistono opzioni terapeutiche soddisfacenti, concentrandosi sullo sviluppo di terapie innovative che possano allungare la vita dei pazienti. Nell’ambito della salute animale Boehringer Ingelheim si prodiga per una prevenzione avanzata. Azienda a proprietà familiare sin dalla sua fondazione nel 1885, Boehringer Ingelheim è oggi una delle prime 20 aziende farmaceutiche al mondo. I suoi circa 50.000 addetti ogni giorno creano valore, attraverso l’innovazione, nelle sue tre aree di business: farmaceutici per uso umano, salute animale e biofarmaceutici. Con un fatturato netto di circa 17,5 miliardi di euro nel 2018, Ingelheim ha investito in ricerca e sviluppo una somma pari a quasi 3,2 miliardi di euro ovvero il 18,1 percento del fatturato netto. Da azienda a proprietà familiare Boehringer Ingelheim ha una programmazione che abbraccia le generazioni, concentrandosi sul successo di lungo termine. L’azienda pertanto punta a una crescita interna basata su risorse proprie, e nel contempo è aperta a collaborazioni e alleanze strategiche nella Ricerca. In ogni sua attività, Boehringer Ingelheim è spontaneamente portata ad agire con responsabilità nei confronti dell’umanità e dell’ambiente.
Firenze, 15 novembre 2019
