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Donne e Scienza. È uscito "Prove tecniche di resistenza"

Donne e Scienza. È uscito “Prove tecniche di resistenza”

«Prove tecniche di estinzione», Storia di tre scienziate che insegnano lo sguardo diverso (e vincente) della donna

«Le donne hanno sempre uno sguardo diverso, che tiene naturalmente conto di molte sfaccettature spesso sconosciute ai maschi. Non si ha la misura delle potenzialità di cui si privi la nostra società quando emargina le donne dal lavoro e dai luoghi decisionali […] Forse è colpa di troppi maschi in preda a delirio da testosterone?»

Si giocano su due piani, quello della realtà e quello del racconto, i fatti e il vissuto, le vicende che danno il pretesto a questo resoconto. «Prove tecniche di estinzione» è l’«avventura» lunga una vita di tre scienziate che hanno raggiunto alti traguardi nella propria carriera e contemporaneamente nella vita personale: professioniste, mamme, impegnate civilmente (chi direttamente in politica, chi dai laboratori, in lotta con la burocrazia e gli interlocutori del Palazzo). Colleghe e amiche di vecchia data, a farle incontrare di nuovo è stata la prepotenza dell’emergenza da SARS-CoV-2, nella primavera del 2020. Tutte e tre, molti anni prima, conducevano infatti ricerche che in questi mesi si sono rivelate provvidenziali nella ricerca contro COVID-19. Nel frattempo, in virtù del numero delle esperienze di questo lungo tempo, sono maturate riflessioni sul rapporto tra scienza e politica, scienza e società e sul ruolo della donna scienziata e il suo sguardo diverso, indispensabile allo scienziato uomo.

Il motivo che riunisce le donne protagoniste (reali) di questa storia è anche il filo conduttore del volume: il fatto che tutte e tre, a quei tempi, lavoravano su modelli di artrite reumatoide, per dimostrare che la citochina Interleuchina 6 ne fosse responsabile. Studi che, tra molti altri, hanno portato a sviluppare l’anticorpo monoclonale Tocilizumab, a sua volta diventato celebre nei mesi passati come uno dei pochi farmaci in grado di arrestare la tempesta citochinica, quel “fuoco amico” prodotto dal nostro stesso sistema immunitario responsabile delle morti da COVID-19.

Questo filo conduttore dà lo spunto alla biologa molecolare dell’Università di Torino Valeria Poli per una serie di considerazioni proprio sull’importanza di sostenere la ricerca di base non solo per sete di sapere, ma anche per trovarsi pronti ad affrontare nuove sfide come quella del nuovo Coronavirus. Nel capitolo centrale Poli riporta una cronistoria che mette in parallelo i fatti di cronaca, il ritmo vertiginoso della ricerca sul virus e le sue considerazioni personali e di scienziata sul difficile rapporto tra scienza e società.

Per Elena Fattori, una volta ricercatrice e ora senatrice della Repubblica, il COVID19, impegnando la politica ad occuparsi di scienza e viceversa, mette insieme i due mondi che l’hanno ospitata per così tanto tempo, attraverso un intreccio di quotidianità, vizi e virtù, pregi e difetti dell’una e dell’altra, che a volte arrivano ad amalgamarsi.

Si fanno esempi di rapporto virtuoso tra scienza e politica (Zaia e Crisanti), e di rapporti tutt’altro che virtuosi tra potere e scienza (Trump e la clorochina). Si critica la comunicazione della scienza in era COVID-19, svolta quasi solo da maschi “in preda a delirio da testosterone” (citazione). E si capisce l’abnegazione degli operatori sanitari al di là del COVID-19 leggendo come Carolina Sellitto, anche lei ex-ricercatrice e ora embriologa, abbia continuato imperterrita, con tutto il suo reparto, a far nascere nuove vite in mezzo allo tsunami della pandemia.

Carolina, che racconta come si sia trovata più volte sull’orlo dell’estinzione sociale, in una vera e propria pandemia personale dove il virus è rappresentato dalla disparità di opportunità tra generi maschile e femminile, è certa che proprio l’abitudine al disastro le abbia dato la forza di fronteggiare l’emergenza COVID-19 al reparto di Fisiopatologia della Riproduzione dell’Ospedale di Marcianise.

Dai tre racconti che si intrecciano emerge come le donne abbiano sempre e comunque uno sguardo diverso, che tiene naturalmente conto di molte sfaccettature spesso sconosciute ai maschi, e di quante potenzialità si privi la nostra società quando emargina le donne dal lavoro e dai luoghi decisionali.

Il finale è ottimista per tutte e tre, per ragioni diverse: fede nella sua identità di embriologa e scrittrice per Carolina, fede nella natura che ci ha plasmato e che ancora non ci reclama per Elena, e fede nella scienza e nella ricerca, e in fondo negli esseri umani, per Valeria.

Le autrici.
Elena Fattori (Senatrice, biologa molecolare) «La Scienza è stata la mia vita prima di finire in parlamento. Una sfida culturale ed esistenziale che mi ha costretta al decondizionamento di rigidi schemi mentali. E poi il COVID-19 che impegna la politica ad occuparsi di scienza e mette insieme i due mondi che mi hanno ospitata per così tanto tempo. Quotidianità, vizi e virtù, pregi e difetti di scienza e politica si intrecciano e mescolano e in certi punti si amalgamano. E insieme a due colleghe e amiche, perse di vista da tempo, da questa collisione inaspettata nasce “Prove tecniche di estinzione”, un viaggio avanti e indietro nel tempo, personale, professionale e sociale. Tutto al femminile».

Valeria Poli (Università degli Studi di Torino, biologa molecolare. Componente del Consiglio Direttivo della Federazione Italiana Scienze della Vita – FISV). «Il libro è un continuo susseguirsi di considerazioni personali, scientifiche e politiche di tre donne di scienza che si erano incontrate “tanto tempo fa” nei laboratori dell’IRBM a Pomezia, per poi perdersi di vista, anche se mai del tutto, per lunghi anni. E che si sono ritrovate “grazie” alla pandemia per poi diventare davvero amiche, qui e ora, attraverso ricordi comuni, confidenze, considerazioni, arrabbiature, speranze e paure, che si intrecciano con quelle di tutto il mondo, particolarmente il “progredito” mondo occidentale. Il loro vantaggio è quello di poter contare su tre punti di vista molto speciali. Uno sguardo privilegiato sulla politica parlamentare e il suo intreccio con la scienza grazie ad Elena, senatrice della Repubblica. Sulla scienza e il suo difficile rapporto con la politica e la società, particolarmente in Italia, grazie al mio lavoro, di biologa molecolare. Infine, sugli ospedali che, tra le difficoltà, durante la pandemia portano avanti le mille attività non correlate al virus ma necessarie al benessere di tutti e di ciascuno, caparbiamente, proseguendo le attività iniziate in tempi ancora non sospetti, grazie a Carolina, responsabile del laboratorio di Procreazione Medicalmente Assistita del reparto di Fisiopatologia della Riproduzione dell’Ospedale di Marcianise».

Carolina Sellitto (Dirigente del laboratorio di Procreazione Medicalmente Assistita alla Fisiopatologia della Riproduzione dell’ospedale di Marcianise CE, scrittrice). «Ho innescato una bomba micidiale: alla facilità con cui studiavo le materie scientifiche e alla passione verso l’arte, cosa faccio a 18 anni? Mi sposo e non vedo l’ora di rimanere incinta, pianificando anche il lavoro: diventare una donna di scienza e una scrittrice amatissima. Ovvio che sia stata, quindi, più volte sull’orlo dell’estinzione sociale, in una pandemia personale, dove il virus è rappresentato dalla concezione che ha l’umanità secondo cui il genere maschile debba essere favorito. Sarà proprio l’abitudine al disastro, che si è riproposto puntuale nella mia vita, a darmi la forza di fronteggiare l’emergenza COVID19 al reparto di Fisiopatologia della Riproduzione dell’Ospedale di Marcianise dove sono responsabile del laboratorio di Procreazione Medicalmente Assistita. Mentre in TV si parla di morte noi, unico reparto che ha continuato a lavorare nonostante il lockdown per l’alto numero di donne già in stimolazione, continuavamo invece a produrre la vita attraverso gli embrioni. I miei capitoli, all’interno di “Prove tecniche di estinzione”, sono un racconto profondo ma anche divertente: puoi essere stata attraversata dalle più grandi catastrofi ma se alla fine arrivi dove vuoi tu rivedi tutto con un’inevitabile ironia».

Prove tecniche di estinzione