Il Natale pare proprio essere il periodo più bello dell’anno

 

Trascorrere dei momenti piacevoli per addobbare insieme l’albero di Natale, decorare la casa con le luci, ascoltare le canzoni natalizie e vedere pacchi e pacchetti colorati in giro per casa creano un’atmosfera magica.

Ma è veramente così per tutti? “Non proprio, a volte questa festività tanto attesa intristisce e rende malinconici. E’ una sindrome nota come Christmas Blues e può essere identificata come una sorta di depressione che fa capolino nel periodo natalizio”. – dice Loredana Locusta, psicologa esperta in neuropsicologia clinica e responsabile del Nucleo Alzheimer della Rsa lombarda Villaggio Amico. Le persone soffrono di questo malessere, soprattutto se stanno attraversando un periodo di socialità scarsa. Pensiamo, ad esempio, ad un anziano che deve affrontare la morte del coniuge: la tristezza è spesso unita a cambiamenti radicali del proprio stile di vita, non facili da affrontare. Anche solo il trascorrere il pranzo di Natale lontano dalla propria casa, può generare questo senso di solitudine. Al contrario, in alcuni casi, può capitare che il ricordo del Natale trascorso nella famiglia di origine con usanze e tradizioni passate, possa fare emergere questa tristezza. Con la fine dell’anno, inoltre, arrivano i primi bilanci: sono riuscito a fare ciò che mi ero prefissato? Ho degli amici con cui confidarmi? I miei familiari mi sono vicini tanto nei momenti belli che nelle difficoltà?

Spesso, queste domande non sono così esplicite ma si celano sotto forma di malessere e vengono «a galla» semplicemente se, ad esempio, pensiamo ad organizzare una cena di Natale e non abbiamo in mente chi invitare. Nel periodo delle festività, in alcune persone, si fa avanti prepotentemente il senso di solitudine e fallimento per ciò che non si è portato a termine”.

Chi è maggiormente a rischio? Sicuramente chi ha perso una persona cara, chi vede la fine di una relazione o semplicemente chi accusa  la lontananza fisica di una persona a cui vuole bene. La stagione invernale, che porta con sé meno ore di luce, è un altro elemento che può influire sul malessere e sul calo del tono dell’umore. Anche i soggetti che solitamente trascorrono tante ore fuori casa per lavoro, ritrovandosi a stretto contatto con la famiglia per le festività, se già vi sono conflitti irrisolti, possono reagire negativamente a questa eccessiva vicinanza.

Quali sono i sintomi della «Christmas Blues»? Possono evidenziarsi mal di testa, insonnia, mancanza di appetito, ansia, senso di soffocamento, senso di vuoto e tristezza, senso di colpa – per non essere, ad esempio, all’altezza di preparare il tutto per i giorni di festa – , difficoltà di concentrazione su  un compito specifico, esaurimento psico-fisico. Proprio in questo periodo, è stato riscontrato un aumento delle richieste di supporto psicologico e di psicoterapia di circa il 20% rispetto ad altri periodi dell’anno (Hillard, J. R., Jacqueline, M., Holland, R.N., Dietolf, R. (1981). Cristmas and Psychopathology Data from a Psychiatric Emergency Room Population, in Archives of General Psychiatry). Spesso si percepisce un malessere generale che porta la persona a richiedere un aiuto. Alla base vi è già una lieve depressione che tende ad acuirsi in corrispondenza delle festività.

I dieci suggerimenti  per  rimediare alla «Christmas Blues»

1. Sicuramente un buon rimedio è quello di riflettere sul fatto che, nonostante le feste portino con sé un notevole stress e sottopongano alla cosiddetta «ansia da prestazione», sarebbe opportuno  dilazionare il raggiungimento dei propri obiettivi personali durante tutto l’anno e non concentrarli il 25 dicembre. Non di rado, nelle feste aumenta il desiderio di essere migliori sia sul fronte affettivo sia su quello professionale: avere più amici, migliorare la qualità delle relazioni, avere promozioni e gratificazioni dal punto di vista lavorativo.

2. Lavorare sul concetto che sia le feste sia le vacanze estive non devono essere il periodo del «tutto perfetto». Qualcosa potrà anche andare storto e può anche mancare la voglia di ridere e di avere il sorriso stampato sul volto: la ricerca della perfezione genera aspettative che vanno inevitabilmente ridotte per stare al meglio.

3. La preparazione dell’evento può generare stanchezza e rendere la persona più irritabile: per questo bisognerebbe non sconvolgere del tutto i propri ritmi ma assecondare il più possibile desideri e bisogni.

4. Fondamentale è assecondare le proprie emozioni, anche se negative: normale non sentirsi a proprio agio nel trascorrere del tempo, ad esempio, a tavola con persone che non si frequentano durante il resto dell’anno. Ricordiamoci che Natale non fa rinascere improvvisamente rapporti logorati o da tempo inesistenti.

5. Assecondiamo la nostra mente e il nostro corpo scavalcando i luoghi comuni: ad esempio, se il nostro fisico richiede relax, è inutile forzarlo e partecipare agli innumerevoli party festivi. Lo stesso vale per i regali: se non abbiamo voglia di correre tra i negozi per lo shopping dell’ultimo minuto, evitiamolo. Un dono fatto controvoglia è peggiore di un dono non fatto.

6. Guardiamo ai traguardi non raggiunti in positivo: se qualcosa è andato storto abbiamo tutto l’anno dinanzi per rifarci e per modificare quelle abitudini che ci hanno fatto stare male. L’inizio dell’anno è un po’ come l’inizio di un anno scolastico: ricominciamo tutto daccapo, facendo tesoro degli insegnamenti passati.

7. Obiettivi concreti da perseguire: spesso accade che le persone, a inizio anno, si circondino di obiettivi poco fattibili, una sorta di dieta che comincia sempre di lunedì. Pensiamo a pochi step da raggiungere e, soprattutto, a obiettivi ancorati al qui ed ora e attuabili.

8. Pianificate il rientro alla normalità: se lavorate, ad esempio, segnate le priorità lavorative da dover svolgere al vostro rientro.

9. Niente cibo per compensare la tristezza. Cercate di controllare l’assunzione di cibo: esagerando con i pranzi festivi e con i brindisi potrebbero crearsi dei disturbi del ritmo sonno-veglia, in più potrebbero aumentare i sensi di colpa legati alle cosiddette abbuffate natalizie.

10. Spegnete la televisione: in questo periodo si colora di insolito buonismo e uscite a fare una passeggiata da soli, possibilmente a contatto con la natura. Il corpo e la mente ringrazieranno!

Villaggio Amico è una residenza sanitaria assistenziale (RSA) situata alle porte di Milano (Gerenzano, in provincia di Varese). Un centro polifunzionale che offre un ventaglio di servizi adatti a ogni fase della vita, dall’infanzia fino alla terza età. Si avvale delle più moderne e innovative terapie e tecnologie per l’assistenza e cura degli anziani, supporto educativo e formativo per persone diversamente abili, pazienti malati di Alzheimer, riabilitazione e assistenza a domicilio.

19 Dicembre 2017