Scoperta dalla ABC Farmaceutici di Torino, la doxofillina sarà commercializzata negli Stati Uniti dalla Alitair

Una molecola scoperta oltre 30 anni fa dalla società ABC Farmaceutici di Torino ha recentemente ottenuto la designazione di “orphan drug” per il trattamento delle bronchiectasie dalla FDA, l’autorità statunitense che vigila sulla sicurezza e l’efficacia di alimenti e medicinali. Ora la doxofillina sarà commercializzata negli USA dalla società americana Alitair Inc., specializzata nei farmaci orfani, che in ragione delle caratteristiche e della qualità della molecola ha sottoscritto un accordo esclusivo con la ABC Farmaceutici, garantendosi il diritto di registrare il farmaco per le bronchiectasie negli USA, in Giappone e in Sud America.

La doxofillina, una metilxantina di seconda generazione, è registrata in Italia per la terapia dell’asma e della bronchite cronica ostruttiva (BPCO). A questo proposito un recente studio italiano di confronto, condotto nel 2015 e pubblicato sulla rivista CEIS dell’Università Tor Vergata di Roma, ha valutato una popolazione di oltre 30.000 pazienti, trattati nel periodo 2008-2012 con doxofillina e teofillina capostipite delle metilxantine. Lo studio ha dimostrato che l’impiego della doxofillina riduce significativamente l’utilizzo di glucocorticoidi, farmaci notoriamente efficaci ma accompagnati da numerosi effetti collaterali.

Anche dal punto di vista farmacoeconomico, questa indagine ha evidenziato un miglior rapporto costo-efficacia di doxofillina rispetto a teofillina.

La designazione di farmaco orfano ottenuta oltreatlantico, rappresenta ora per la società Alitair Inc. una nuova opportunità come terapia innovativa nell’indicazione delle bronchiectasie. Negli Stati Uniti, infatti, sono oltre 180.000 i pazienti afflitti da questa patologia invalidante, i quali non dispongono ad oggi di alcuna terapia farmacologica efficace.

La doxofillina oltre ad essere registrata in Italia è già presente in numerosi mercati a elevato tasso di crescita: Cina, Korea, Indonesia e Filippine. La molecola, già nel 2010, ha superato i 40 milioni di unità dispensate. Un successo – terapeutico e di mercato – dovuto all’efficacia, sicurezza e alla tollerabilità del farmaco, ma anche al suo ridotto impatto economico sui budget della sanità, un aspetto valutato con attenzione crescente in tutti i Paesi del mondo.

Torino, 3 novembre 2015