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Il 44% della popolazione generale soffre di sintomi subclinici di ansia, depressione e tristezza nel periodo natalizio1. Che cosa succede durante le festività? Ci sono persone che non ne gioiscono? Il Dott. Giampiero De Marzi, esperto in Psichiatria su Top Doctors®, chiarisce: “Contrariamente a quanto si è portati a pensare, non è colpa del Natale, che di per sé non implica tristezza, ma ci sono persone con determinati quadri clinici depressivi o ansiosi che sono più vulnerabili allo stress emotivo proprio in questo periodo, durante il quale la sintomatologia si aggrava”.

Topdoctors“In particolare ne risente chi già soffre per la perdita di una persona cara, chi deve affrontare una separazione o si trova ad avere problemi economici. Anche la lontananza di un parente o la solitudine possono rappresentare motivo di stress, depressione o tristezza” continua il Dott. De Marzi. “Tali circostanze aggravano, infatti, le preesistenti condizioni di stress durante le festività. Ma perché? Chi si trova in un periodo triste e, a causa della pressione sociale, si sente obbligato a partecipare a feste, uscire o comunque a fare finta di essere felice, ne soffrirà ancora di più”. Vigilia, Natale, fine anno, anno nuovo, Epifania: sono tante le occasioni. Anche le giornate di shopping, i pranzi e le bevute o le spese extra possono rappresentare un problema e, se a questo aggiungiamo che sono feste rivolte ai bambini, ci si sente ancora più costretti a far buon viso a cattivo gioco”.

Come impatta sulle famiglie di queste persone la condizione di un depresso?
I membri di una famiglia che non sanno cosa sia la depressione o l’ansia, hanno difficoltà a comprendere il comportamento di un parente che ne soffre. Sono, o dovrebbero essere, giorni felici ed è difficile comprendere come il Natale possa contribuire ad aggravare i sintomi di persone con disturbo dell’umore.

Come è possibile dunque passare meglio il Natale?
– Ricordando che è normale essere tristi nel periodo natalizio se si soffre di ansia o depressione e che una volta trascorsi questi giorni particolari di “famiglia e/o obblighi sociali”, durante i quali essere allegri e felici è un imperativo, le cose andranno certamente meglio.
– Cercando di impegnarsi in attività ricreative personali (meglio non di gruppo) come andare a fare una passeggiata, fare un po’ di esercizio fisico, andare al cinema o a teatro.
– Chiedendo aiuto. Se si ritiene di averne bisogno, è bene non aspettare che passino le feste, ma agire immediatamente. Quanto più il paziente aspetta a cercare un aiuto medico, tanto più il problema sarà difficile da risolvere.

In che modo le famiglie possono aiutare i propri parenti con problemi di questo tipo a trascorrere festività più serene?
– Evitare di forzarli ad essere allegri.
– Apprezzare comunque i loro tentativi di partecipazione ed esprimere in modo empatico la consapevolezza del loro stato, rimarcando positivamente gli sforzi fatti in tal senso.
– Evitare che siano al centro dell’attenzione durante le riunioni familiari o sociali, non fare domande sul loro stato d’animo o sui farmaci che stanno prendendo.
– Non avere reazioni esplicite. Ci sono espressioni tipo “animo! Ti passerà” che fanno molto male alle persone depresse o ansiose: è meglio parlare in forma generica.
– Evitare argomenti che possano portare a polemiche, come ad esempio la politica.
– Ridere insieme. La risata è contagiosa e aumenta il buonumore e il senso di benessere per tutti.

I sentimenti di tristezza si intensificano soprattutto in persone depresse e stressate che non seguono un trattamento medico. Al contrario, con un’adeguata terapia, è più facile gestire le emozioni e affrontare i sentimenti che affiorano durante le feste. “In questo periodo e nei mesi successivi aumentano le consultazioni cliniche per motivi psichici. Tuttavia, questo è anche il periodo dei “buoni propositi” per il nuovo anno e ciò, probabilmente, aiuta a trovare il coraggio di chiedere assistenza psicologica e medica “, conclude il Dott. De Marzi.

Ha collaborato alla stesura del presente comunicato il Dott. Giampiero De Marzi, Psichiatra

1Dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

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Milano, 20 dicembre 2016